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Sinossi ufficiale:

Esiste un’irresistibile attrazione fra il gioco e la letteratura, forse perché entrambi si muovono fra finzione e simulazione, ruoli e maschere, frequentano libertà e creatività, sono equilibrio di rappresentazione e interpretazione. Il lettore, come il giocatore, si muove in una sospensione del tempo e dello spazio, affrancato dalla vita reale, partecipe di una narrazione fantastica che richiede tuttavia un grado uguale – o talvolta maggiore – di immedesimazione. Originalità, inventiva, illusione, obbligazione di convenzioni a volte assurde, a volte ricche del fascino dei simbolismi più raffinati. E precisione algebrica: traiettorie imprevedibili ma sempre esatte disegnate dalle bilie sul biliardo del Bar Marco e dalla scrittura rapida, netta, dal periodare essenziale di Morena Fellegara. Ma l’azzardo aggiunge le vertigini dell’eccesso e le profondità dell’abisso, il piacere che distilla adrenalina, l’ossessione e la perversione. Nell’universo ludico di Cecco Angiolieri, accanto alla luminosa stella della sfida dei dadi risplendono gli astri delle donne e del vino: “Tre cose solamente m’ènno in grado, le quali posso non ben ben fornire, cioè la donna, la taverna e ‘l dado: queste mi fanno ‘l cuor lieto sentire”. La medesima febbre che tormenta gli amanti, la stessa ebbrezza che trabocca dai calici. Così sarà per il pirandelliano Mattia Pascal che, in un crescendo rossiniano, ai vortici della roulette del Casinò di Montecarlo affida i numeri e la sua stessa biografia, così per Francesco che sulla ruota di Genova punta il suo destino. Ingaggia una rischiosa partita con la sorte sua e degli altri: il denaro richiama sempre biscazzieri truffaldini, bari avventurieri, squallidi usurai e, come nella roulette russa, qualcuno si perde per sempre. Il finale della partita giunge inesorabile e allora tutti, anche i giocatori più incalliti, dovranno scoprire le carte. Perché nell’Olimpo degli Dei la Fortuna è bendata, fra i demoni degli uomini non sempre accade.

Recensione a cura di Dario Brunetti:

Terno secco con il morto è il terzo romanzo di Morena Fellegara edito per la Fratelli Frilli editori. Ritorna Mario, il barista investigatore alle prese con una nuova indagine incentrata sulle scommesse truccate nel gioco del lotto.

Il romanzo inizia con la disavventura di Andrea, giunto alla stazione non vede l’ora di tornare a Sanremo per incontrarsi con suo fratello Mario, ma è minacciato da due uomini che gli puntano un coltello cercando di sottrargli la sua valigia, ma il provvidenziale intervento della polizia mette fine all’eventuale rapina. C’è un particolare, si portano via i due malviventi, compreso Angelo.

Perché Angelo è stato arrestato? Che cosa penserà suo fratello Mario che lo aspetta preoccupato al bar Marco.

Intanto un’anziana signora proprietaria del botteghino del lotto muore strangolata in circostanze misteriose e infine Samanta, una ragazza che aspira a diventare una grande violinista, le è sottratto lo strumento a lei caro assieme a dei soldi presenti in una valigia identica a quella di Angelo.

Samanta è arrestata e indagata per truffa, di suo marito Francesco se ne sono perse le tracce e il piccolo Mattia è scomparso.

Troppi eventi si susseguono in modo frenetico, misteri che avvolgono i protagonisti di un’incredibile storia, il maresciallo Lanteri è chiamato a mettere un po’ d’ordine a tutti questi enigmi.

Un giallo strutturalmente complesso ma al tempo stesso costruito abilmente dall’autrice sanremese che tocca un tema di grande attualità, la ludopatia, l’irrefrenabile dipendenza che conduce illusi vincitori che alla lunga diventano degli eterni sconfitti e vittime dal loro stesso vizio del gioco che li porta in un vortice di dipendenza.

Se i personaggi della storia sono dinamici, il protagonista Mario è statico, resta spettatore di quel che accade, ma al tempo stesso indaga ricomponendo tassello dopo tassello e avvalendosi di elementi che porteranno alla risoluzione dei tanti misteri.

Morena Fellegara attraverso una narrazione limpida riesce a tratteggiare alla perfezione i personaggi della storia, focalizzandosi sui loro vizi e le loro virtù che li rendono fragili e permeabili.

Terno secco con il morto è ambientato negli anni 80, rivivremo trasmissioni ed eventi che hanno caratterizzato quel periodo e in particolare le canzoni, un testo che mi ha maggiormente colpito e che lo reputo molto espressivo per l’essenza di questa storia in chiave noir, è il brano cantato da Edoardo Bennato Ogni favola è un gioco. Lo ripropongo rendendo omaggio all’autrice e allo stesso romanzo.

 

 

 

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