Dettagli prodotto

  • Editore ‏ : ‎ Mondadori (9 aprile 2019)

  • Lingua ‏ : ‎ Italiano

  • Copertina flessibile ‏ : ‎ 355 pagine

  • ISBN-10 ‏ : ‎ 8804709243

  • ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8804709244

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Cenni sull’autrice:

Tea Ranno è nata a Melilli, in provincia di Siracusa, nel 1963. Dal 1995 vive a Roma. È laureata in giurisprudenza e si occupa di diritto e letteratura. Ha esordito con Cenere, uscito per e/o nel 2006, finalista ai premi Calvino e Berto e vincitore del premio Chianti. Successivamente ha pubblicato i romanzi In una lingua che non so più dire (e/o, 2007), La sposa vermiglia (Mondadori, 2012), vincitore del premio Rea, Viola Fòscari (Mondadori, 2014), Sentimi (Frassinelli, 2018), L’amurusanza (Mondadori, 2019) e Terramarina (Mondadori, 2020), che ha vinto il premio Città di Erice.

Fonte: mondadori

Ranno

Sinossi ufficiale:

Siamo in un piccolo borgo siciliano che, dall’alto di una collina, domina il mare: una comunità di cinquemila anime che si conoscono tutte per nome. Su un lato della piazza sorge la tabaccheria, un luogo magico dove si possono trovare, oltre alle sigarette, anche dolciumi e spezie, governato con amore da Costanzo e da sua moglie Agata. Sull’altro lato si affaccia il municipio, amministrato con altrettanto amore (ma per il denaro) dal sindaco “Occhi Janchi”. Attorno a questi due poli brulica la vita del paese, un angolo di paradiso deturpato negli anni Cinquanta dalla costruzione di una grossa raffineria di petrolio. Quando Costanzo muore all’improvviso, Agata, che è una delle donne più belle e desiderate del paese, viene presa di mira dalla cosca di Occhi Janchi, che, oltre a “fottere” lei, vuole fotterle la Saracina, il rigoglioso terreno coltivato ad aranci e limoni che è stato il vanto del marito. Ma la Tabbacchera non ha intenzione di stare a guardare. Attorno a lei si raccoglie una serie di alleati: il professor Scianna, che in segreto scrive poesie e cova un sentimento proibito per la figlia di un amico, l’erborista Lisabetta, capace di preparare pietanze miracolose per la pancia e per l’anima, Lucietta detta “la piangimorti”, una zitella solitaria che nasconde risorse insospettate… una compagnia variopinta e ribelle di “anime rosse” che decide di sfidare il potere costituito a colpi di poesia, di gesti gentili e di buon cibo: in una parola, di “amurusanze”. Tra una tavolata imbandita con polpettine e frittelle afrodisiache e una dichiarazione d’amore capace di cambiare una fede, le sorti dei personaggi s’intrecciano sempre più, in un crescendo narrativo che corre impetuoso verso la deflagrazione…

Recensione a cura di Simona Caruso:

Estate ’94: un caldo torrido che toglie il fiato e << squaglia le strade >>; un grande amore e la Saracina, bella e maestosa come solo un angolo di Paradiso terrestre può essere.

Questi gli elementi principali di una storia che si svolge in un piccolo borgo siciliano che guarda, purtroppo, ancora al passato. Stretto nella morsa di una rete malvagia, che con intrighi e sotterfugi non lascia vie di scampo.

Come possono un evento luttuoso e il ritrovamento di un particolare cucciolo di cane, portare a un radicale cambiamento?

Agata perde Costanzo e sa (ne è sicura) che nulla sarà più lo stesso, schiacciata nell’oblio dei ricordi che inevitabilmente la vedovanza richiama. Eppure invece, trova improvvisamente la forza di rialzarsi e contrastare i << Proci >>.

Lei, sì, una donna. E che donna!

Con la sua dolcezza e il sostegno di una strana catena umana di nuovi e inaspettati amici, che man mano si aggiungono alla cerchia dei “giusti”, la “tabacchera” (così la chiamano) darà il via proprio a quel sogno di metamorfosi strutturale del suo paese, che pian piano sgretolerà quel muro di omertà e intollerabili assurde pretese.

L’Amurusanza è il titolo di questo romanzo della Ranno, ma è anche il corretto termine per identificarlo: è un piccolo dono, che qualunque lettore gradirebbe.

Senza pretese e/o velleità stilistiche, sa esser crudo ma mai pesante; comico e coinvolgente; passionale e dispettoso. È uno di quei libri che inconsciamente divori in un sol boccone, raggiungendo l’ultimo capoverso senza nemmeno rendertene conto.

Sfogli le pagine sapendo o immaginando già cosa sarà raccontato in seguito, ma continui a leggere perché ti piace, perché ti affezioni ai personaggi, alle loro fragilità e turbamenti. E ti emozioni insieme con loro.

Nonostante siano affrontati temi forti, come ad esempio la voglia di emancipazione e di riscatto da una comunità retrograda e pusillanime e si citino, addirittura, un disastro ambientale e le solite mani in pasta a livello ecologico, talmente è garbata e carina l’esposizione che la lettura scorre piacevole.

E con un’insolita innocenza adolescenziale, giungi alla fine del racconto col sorriso sulle labbra e la mente curiosamente sgombera. Direi proprio ciò che ci vuole, in un periodo gravoso come questo.

Consigliatissimo. Sono certa che lo adorerete anche voi.

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