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Cenni sull’autore:

Jacopo De Michelis

è nato a Milano nel 1968 e vive a Venezia, dove lavora come editor presso Marsilio Editori. È stato traduttore, curatore di antologie, consulente editoriale e docente di narratologia alla NABA di Milano. Appassionato di fotografia, pubblica i suoi scatti su Instagram come @geidiemme. La stazione è il suo primo romanzo.

Fonte: Giunti

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Sinossi ufficiale:

Milano, aprile 2003. Riccardo Mezzanotte, un giovane ispettore dal passato burrascoso, ha appena preso servizio nella Sezione di Polizia ferroviaria della Stazione Centrale. Insofferente a gerarchie e regolamenti e con un’innata propensione a ficcarsi nei guai, comincia a indagare su un caso che non sembra interessare a nessun altro: qualcuno sta disseminando in giro per la stazione dei cadaveri di animali orrendamente mutilati. Intuisce ben presto che c’è sotto più di quanto appaia, ma individuare il responsabile si rivela un’impresa tutt’altro che facile. Laura Cordero ha vent’anni, è bella e ricca, e nasconde un segreto. In lei c’è qualcosa che la rende diversa dagli altri. È abituata a chiamarlo “il dono” ma lo considera piuttosto una maledizione, e sa da sempre di non poterne parlare con anima viva. Ha iniziato da poco a fare volontariato in un centro di assistenza per gli emarginati che frequentano la Centrale, e anche lei è in cerca di qualcuno: due bambini che ha visto più volte aggirarsi nei dintorni la sera, soli e abbandonati. Nel corso delle rispettive ricerche le loro strade si incrociano. Non sanno ancora che i due misteri con cui sono alle prese confluiscono in un mistero più grande, né possono immaginare quanto sia oscuro e pericoloso. Su tutto domina la mole immensa della stazione, possente come una fortezza, solenne come un mausoleo, enigmatica come una piramide egizia. Quanti segreti aleggiano nei suoi sfarzosi saloni, nelle pieghe dolorose della sua Storia, ma soprattutto nei suoi labirintici sotterranei, in gran parte dismessi, dove nemmeno la polizia di norma osa avventurarsi? Per svelarli, Mezzanotte dovrà calarsi nelle viscere buie e maleodoranti della Centrale, mettendo a rischio tutto ciò che ha faticosamente conquistato. Al suo ritorno in superficie, non gli sarà più possibile guardare il mondo con gli stessi occhi e capirà che il peggio deve ancora venire. “La stazione” è, allo stesso tempo, thriller e romanzo d’avventura. Mescolando i generi più popolari, Jacopo De Michelis continuamente apre e chiude davanti agli occhi del suo lettore le porte di storie differenti eppure sempre collegate, e lo conduce in giro per sotterranei favolosi e inquietanti.

 

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Recensione a cura di Marika Mendolia:

Una vicenda che come poche è il frutto di un lavoro dettagliato e ben fatto; offre spazio a una trama fitta e colma di minuziosi dettagli. Il figurate principale l’ispettore di polizia Riccardo Mezzanotte prendendo servizio nella Sezione di Polizia ferroviaria di Milano; indaga su un caso alquanto futile per i propri colleghi ma che invece cela parecchi e terribili risvolti. Riccardo stringerà amicizia con la timida e fragile Laura una ragazza fuori dal comune e con un inconfessabile segreto. Un personaggio che emerge di getto nel racconto e che mi riporta alla mente un’eroina a me molto cara: Lisbeth Salander dell’acclamata saga “Millennium”. L’opera trasuda mistero ed esoterismo allo stesso momento; tutto si stringe intorno alla stazione ferroviaria di Milano…

Un luogo apparentemente ordinario ma che invece ha tanto da raccontare. La vicenda segue un ritmo serrato e per l’intera lettura siamo accompagnati da un senso di profonda allerta come se la storia fosse parte integrante della realtà e ognuno di noi la vivesse continuamente sul filo di un rasoio. Ogni personaggio è ben incastonato all’interno dal racconto e proprio nulla è dimenticato e lasciato al caso. Le scene catturano con tenacia il lettore spronandolo ancor più verso tale lettura. Le tematiche racchiuse possiedono innumerevoli spunti: da quello storico, esoterico e della corruzione fino a culminare nel thriller nordico che tanto affascina. Lo stile utilizzato dall’autore è semplice, circoscritto e appassionante un insieme che ne rende movimentata la trama.  Il passato ha un ruolo chiave nella vicenda; rappresenta il tassello inatteso, mancante.

Il commissario dovrà far fronte ai suoi più intimi tormenti e ricordi per affrontare il presente e venirne finalmente a capo. Un romanzo micidiale e inatteso.

Spero che l’autore decida di continuare la propria strada seguendo questo genere di filone letterario.

 

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