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Sinossi ufficiale:

Roberto Calli, noto avvocato penalista di Roma, si rivolge a Richard Dale, psicologo con la sindrome di Asperger e già collaboratore della Polizia in diverse indagini, per sottoporgli un problema: al suo assistito, un finanziere di nome Cesare Borghi dal passato avvolto nel mistero, vengono indirizzate delle lettere anonime nelle quali si preannuncia la sua morte. Sembra un caso banale e Richard è restio ad accettare ma, prima di congedare Calli, nota un’incongruenza: l’indirizzo nelle buste è scritto a mano e la scrittura sembra quella di un bambino. Troppi elementi strani per una mente sempre alla ricerca di misteri come la sua. Parte così un caso che lo porterà, insieme alla moglie Monica, in una villa sulle Dolomiti con dei perfetti sconosciuti e all’interno della quale accadranno avvenimenti sconcertanti e inspiegabili: un uomo che cammina in piena notte con una scala in mano, un anello con un’iscrizione misteriosa, un ritaglio di giornale di trent’anni prima, un quadro famoso che sembra celare un segreto. Non ultima, la sfida intellettuale più ardua per un investigatore: un omicidio compiuto in una camera chiusa dall’interno. Sono questi gli enigmi con i quali dovrà scontrarsi Richard Dale per venire a capo di un caso che sembra uscito direttamente dalle pagine di un libro di Agatha Christie.

 

Recensione a cura di Dario Brunetti:

Dopo l’esordio con il thriller psicologico edito goWare dal titolo L’ultimo rintocco, torna l’autore reggino Diego Pitea con un giallo appartenente al genere classico.

La stanza delle illusioni è la sua ultima opera letteraria uscita nel 2021 con Altre Voci edizioni, l’autore rispolvera il delitto della camera chiusa, un aspetto fondamentale del romanzo in cui l’indagine avviene in situazione ai limiti dell’impossibile proprio perché la camera è chiusa dall’interno. L’aspetto primario di questo sotto genere sta nello scoprire in che modo il delitto è avvenuto, l’assassino diventa quasi un fantasma, si materializza per poi sparire nel nulla.

Una variante del giallo classico dove l’enigma della stanza chiusa ha avuto illustri predecessori come Edgar Allan Poe nei delitti della Rue Morgue, Agatha Christie in Dieci piccoli indiani, John Dickson Carr le tre bare, Ellery Quuen in Delitto alla rovescia e la porta chiusa, ma la lista sarebbe davvero interminabile ed è meglio fermarsi qui, nonostante sia doveroso fare questa premessa.

Autori italiani ancora oggi si cimentano col giallo classico, e mettono in risalto il delitto dalla camera chiusa facendo rivivere al lettore gli intramontabili del passato che hanno reso questo genere immortale, tra questi Diego Pitea con il romanzo di pregevole fattura, la stanza delle illusioni.

Ma soffermarsi su questa peculiarità dell’omicidio della stanza chiusa sarebbe un po’ riduttivo, perché l’autore ha costruito un giallo supportato da un solido impianto narrativo con una scrittura lineare e precisa avendo cura del minimo dettaglio e particolare e con dei personaggi funzionali allo sviluppo della storia.

Protagonista assoluto è lo psicologo e criminologo Richard Dale, nonché fidato collaboratore della polizia affetto dalla sindrome di Asperger chiamato in causa da Cesare Borghi, un noto imprenditore al quale sono recapitate delle lettere anonime.

Dale e sua moglie Monica sono invitati dallo stesso Borghi, in una villa isolata sulle Dolomiti, ma si sa posti sperduti possono presentare delle insidie soprattutto per gli ospiti, infatti, fu proprio la regina del giallo Agatha Christie a darne una brillante dimostrazione nel romanzo Dieci piccoli indiani.

In questa villa si alternano personaggi misteriosi che nascondono più di un segreto, ma a dare ritmo e velocità alla narrazione sono proprio gli eventi che si susseguono nella storia e l’ottimo Pitea, servendosi di giochi enigmistici da creare più di un grattacapo al lettore, si divertirà a sfidarlo a una vera e propria partita per risolvere il più terribile dei misteri: il delitto.

Sembra il compromesso che il buon giallista fa con il lettore, e così ci si prepara a un invito a cena con delitto (per ricordare una famosa pellicola cinematografica del 1976 del regista Robert Moore), nel quale proprio il lettore s’immedesima nel protagonista, in questo caso Richard Dale, ma sarà un’impresa stare al passo dello psicologo, dotato di grande acume investigativo e dispettoso più che mai soprattutto con sua moglie Monica che sembra prendersi gioco persino di lei risultando buffo e divertente, così l’autore cerca anche di creare un sipario divertente tra i due, dando quel tocco di leggerezza alla storia, ma non perdendo di vista tematiche che come sempre portano a compiere efferati delitti come il tradimento, la vendetta e la bramosia del vile denaro.

Se il lettore ha apprezzato e promosso a pieni voti l’ultimo rintocco, non potrà perdersi un’altra prova irresistibile e stilisticamente perfetta dell’autore reggino, che con la stanza delle illusioni offrirà una trama congeniale ricca di colpi di scena e dove l’azione e l’alta tensione si andranno a mescolare per garantire un finale sorprendente.

Buona e avvincente lettura!

 

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