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Sinossi ufficiale:

Essere disabile è un lavoro sporco che qualcuno deve pur fare. Con ironia e umorismo, Lello Marangio lancia il suo grido di battaglia e racconta la sua vita da disabile e le principali problematiche connesse, divertendoci e invitandoci a riflettere. Scrittore professionista di testi comici, si è lasciato contagiare dal batterio dell’ironia attraverso il quale ha affrontato imbarazzi e difficoltà, trovando sempre il modo di riderci su. Con questo spirito racconta il mondo con una biografia comica che è allo stesso tempo una dolcissima favola umana. Prefazione di Peppe Iodice.

 

Recensione a cura di Tania Galletta:

Si può incominciare a sorridere prima ancora di iniziare a leggere un libro?

Se l’autore è Lello Marangio, assolutamente si! 

Ho conosciuto questo scrittore dopo aver letto” Una Lunghissima Giornata Di Merda”, conquistata dalla sua brio umoristica e dal suo scritto leggero, d’immediata lettura.

Umorismo e fluidità della parola che riconferma in questo suo lavoro, il primo in ordine cronologico. Non è facile scrivere di se stessi, della propria disabilità, senza suscitare sentimenti compassionevoli, ma la penna umoristica di chi é abituato a scrivere per i comici, supera agilmente questo scoglio. Apre cosi una finestra sulla sua vita, il lettore vi si affaccia e, insieme con lui, rivive le stagioni della sua vita: dalla fanciullezza ai primi turbamenti amorosi di adolescente. Avendo, SIGH, la stessa età dello scrittore, mi sono ritrovata catapultata nel mio passato; ho rivisto il medico che visita tutti a casa con il famoso cucchiaio, le sabbiature incandescenti, i giochi in cortile, “le pummarole”, anch’io mettevo il basilico dentro le bottiglie, le recite a scuola… E neppure per un momento, ho pensato al piccolo Lello imprigionato in dei calzari di ferro, anche quando questo era ampiamente descritto. Lello è un bimbo che vive la sua disabilità con normalità, che non si arrende, caparbio e sognatore. Ha la fortuna di avere una meravigliosa famiglia, una madre che lo picchia come fa con i fratelli, per non farlo sentire diverso, una zia che lo coccola, dei compagni che lo coinvolgono nei giochi. Certo vive anche momenti di sconforto, a volte la sua disabilità lo blocca, ma l’amore della sua famiglia, e il suo per la vita, riescono a farlo andare avanti. Il messaggio è quindi racchiuso in una sola parola: amore. L’amore smuove le montagne, e Lello ama la vita, anche se la vita l’ha amato un po’ meno, privandolo delle gambe, ma gli ha donato la grande capacità di conquistare e ammaliare con le parole.

Per leggere le ultime trenta pagine mettetevi comodi sul divano, con Pop corn e bibita, assisterete a qualcosa di unico… Cosa?

Per saperlo “ACCATTATEVI” il libro. Scusate, sono stata contagiata da

“Marangite” acuta.

 

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Un pensiero riguardo “Recensione del libro “Al mio segnale scatenate l’infermo”. Autore Lello Marangio. Casa editrice Homo Scrivens.

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