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Sinossi ufficiale:

Empathy è una simpatica tartaruga della specie Marinis – frutto della fantasia dell’autore – che Gabriele, il protagonista del racconto, si trova ad avere come amica. Nel colloquio che nasce tra i due, Empathy cerca di spiegare al bambino che cosa è il Coronavirus e come si trasmette. Gabriele è preoccupato perché non può vedere più i suoi amici, giocare con loro e andare a scuola. Empathy lo esorta a non essere triste e gli mostra come potersi divertire pur restando a casa, potendo parlare con i suoi amici e compagni di scuola tramite il telefono o computer. Empathy fa capire a Gabriele quanto sia importante rispettare le regole per non ammalarsi. L’intento dell’autore è proprio quello di dare ai genitori uno strumento utile per far comprendere ai propri figli il difficile momento che stiamo vivendo, spiegando anche in maniera facilmente comprensibile cosa è il Coronavirus e cosa fare per poter evitare il contagio. Età di lettura: da 4 anni.

 

Recensione a cura di Roberta Paolini:

Il libro è un valido supporto per genitori, insegnanti, educatori, impegnati nel difficile compito di insegnare ai bambini quali siano i comportamenti più indicati da adottare per difendersi dall’epidemia pandemica in corso.

È indicato per la fascia d’età dai quattro ai dieci anni, specie perché adotta un linguaggio semplice, corredato in ogni pagina da illustrazioni che accompagnano sempre quanto descritto.

E’ interessante il proposito grazie al quale il bambino protagonista del libro si debba prendere cura della tartaruga, perché denota l’importanza del raggiungimento, anche in tenera età, dell’obiettivo di responsabilizzazione nei confronti dell’altro.

E’ anche indovinata l’idea dell’utilizzo della filastrocca, perché in maniera divertente riesce a far automatizzare al bambino tutti gli step che riguardano il conseguimento dell’obiettivo dell’igiene delle mani.

Molto tenera è la personificazione della tartarughina che spiega al suo piccolo amico umano la definizione di empatia, lo supporta inoltre nella gestione delle emozioni, soprattutto in questo difficile momento storico e psicologico che sta vivendo l’infanzia.

Infatti, troppo spesso i bambini assistono inermi al bombardamento televisivo d’immagini a volte anche cruente sulla situazione attuale.

Tutto ciò può turbare e generare ansia in una fascia d’età così delicata, in cui i bimbi possono sentirsi disorientati riguardo al cambiamento di abitudini, dovute alla necessità di distanziamento sociale, generando una ricaduta negativa dal punto di vista del loro bisogno di socializzazione, e con la conseguente perdita di punti fermi di riferimento e di certezze.

Unica miglioria, che mi permetto di evidenziare con molta umiltà, è quella di utilizzare caratteri più grandi, per dar modo ai bambini di leggere meglio e in autonomia, ai nonni in maniera più scorrevole, o utilizzare caratteri ad alta leggibilità per coloro con problemi di apprendimento, questo anche per abbracciare un’utenza più vasta.

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