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Sinossi ufficiale:

Narra la leggenda popolare che la Dea creò il mondo con tutti gli animali, ma poi, riguardando il gufo, un po’ si pentì di averlo fatto così strano, con occhi così grandi e abitudini troppo insolite e notturne.
Allora gli volle fare un grande dono: sarebbe diventato l’animale della buona sorte, quello che avrebbe portato con sé i buoni auspici per migliorare la vita di coloro che se lo sarebbero tenuto vicino, senza averne paura.

 

Recensione a cura di Luisa Bianchi:

 

Il libro “The stone: I Figli della Dea”, è il secondo capitolo della saga fantasy preceduto da “The Stone. L’ombra della magia.” Il primo si interrompe bruscamente, lasciando il lettore pieno di quesiti, in quanto non ha una vera conclusione, il finale è assolutamente aperto e si percepisce quel pathos, che indica che tutto può succedere ai protagonisti.

Il secondo libro quindi è il naturale prolungamento del primo, sono parte integrante uno dell’altro. È ambientato in Irlanda, l’autore attraverso accurati studi ha cercato di creare un’ambientazione ricca di riferimenti storici, dando un’atmosfera gotica e soprannaturale agli eventi narrati.

A livello temporale il romanzo riprende nello stesso istante in cui si è interrotta la storia, con dei feedback legati alle origini del racconto: si ripercorrono in poche pagine i fatti avvenuti secoli prima, che spiegano e danno maggior senso agli eventi in corso.

Il libro narra di magia, di streghe, di maghi, di poteri che si trasmettono nei secoli di generazione in generazione, aumentando o perdendo intensità.

Il “dono” non è scontato, non tutti ne sono degni, e di solito, chi frustrato se ne sente privato, sceglie inesorabilmente il lato oscuro della magia, per poter sfogare la rabbia (per niente repressa) di una mancanza di appartenenza familiare, dell’essere emarginato in un gruppo élitario, perché possessore di un potere magico. 

I nostri protagonisti sono infatti occupati a combattere contro la loro nemesi, una pro-zia immortale che ha scelto il lato oscuro della magia: l’odio e l’invidia per le due sorelle streghe la porteranno a una lunga vita fatta di avidità e di bramosia; il desiderio di aumentare il proprio potere a discapito di tutti e tutto diventa la sua ragione di vita, anche se questo vuol dire uccidere membri delle propria discendenza.

I protagonisti sono una famiglia allargata, fatta di pro-zii, zii, nipoti che possessori del potere familiare cercano in tutti i modi di difenderlo.

Nel libro non mancano i colpi di scena che lasciano allibito più il lettore che i protagonisti, abituati a una vita fatta di soprannaturale.

Spesso i personaggi della storia cambiano repentinamente fazione e neanche il lettore è in grado di fidarsi e di orientarsi, spinto da una naturale sospettosità.

Gli intrighi e la lotta del bene contro il male si dipana per tutta la durata del romanzo, creando un buon pathos che inchioda il lettore al libro.

 

Clicca qui per leggere la nostra intervista a Manuel Montanari

 

Clicca qui e leggi anche la recensione del primo libro

“The Stone: L’ombra della magia”

 

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2 pensieri riguardo “Recensione del libro “The stone: I Figli della Dea”, autore Manuel Montanari, edito Lupieditore

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