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Sinossi: 

Ci troviamo in ospedale, è lì che incontrerò la persona che mi ha stravolto e salvato la vita. Un camice bianco, niente di più. Bastava guardarla negli occhi per sentirsi salvi, e io l’ho fatto. Ho trovato nei suoi occhi tutto ciò che da sempre mi è mancato, ha trasformato ogni mio tormento in qualcosa da raccontare per sentirmi ancora più viva. È da lì che ho ripreso la penna in mano, per poi lasciarla e riprenderla quando il mondo mi stava crollando addosso, si, perché se ne stava per andare a km e km di distanza e l’unico modo che avevo per continuare a sentirla vicino era scrivere, scrivere di lei, per lei e con lei. È stata e ed è tutt’ora tutto ciò che ho sempre desiderato. Ha dato alla mia vita un senso che prima non aveva, ha trasformato le mie albe e tramonti, le mie notti insonni, le mie paure in qualcosa di cui parlare, raccontarle le mie giornate attraverso la poesia è diventato il mio unico desiderio, ha fatto uscir fuori la mia vera anima, attraverso la quale ho scoperto di aver trovato la persona più importante della mia vita, un Angelo, un angelo per caso.

Recensione a cura della Book Therapist Marilena Tocci:

“Se tornerai impareremo a restare tu con la tua voglia di viaggiare io con la mia voglia di scappare.”

Le rime danno armonia e musicalità al testo.

Le rime sono in voga nel rap e presenti nelle canzoni di cui si ricordano facilmente strofe intere.

Le rime ci aiutano a visualizzare meglio un concetto dandogli una forma ordinata.

La metrica è razionalizzare i pensieri caotici.

Lo scritto dell’autrice è un diario poetico, un lungo monologo dove spiega la propria patologia (depressione) e descrive colei che l’ha aiutata a salvarsi.

Questa donna viene definita e soprannominata “Angelo” più e più’ volte: nel titolo, nei versi, nelle assonanze.

Il testo è un interessante caso di transfert sublimato in poesia!

Probabilmente molti carteggi romantici sono esistiti tra pazienti e terapisti, ma questo, nel suo lessico moderno e ritmato, è delizioso.

Il tema è certamente complesso, la dura realtà manicomiale, ma lo sorpassa poichè la passione rappresenta la luce in fondo al tunnel.

Faccio una breve parentesi: Scrittori e Poeti dovrebbero sempre fare dell’ ipersensibilità un punto di forza, chi l’ha fatto ha lasciato opere pregevoli.

Da H.Hesse ad A.Merini per esempio.

Non solo perche’ l’arteterapia è efficace in un processo di guarigione (in quanto si circoscrivono i propri demoni e fantasmi), ma perchè l’intensità immessa dagli autori in stato di malessere è di inestimabile valore.

I versi in questione sono cronaca degli avvenimenti accaduti alla poetessa; Dal riconoscimento della malattia e delle sue cause, all’ incontro con il proprio Angelo, ai momenti di confidenza e tenerezza intervallati da crisi e paranoie, per concludersi con i giorni del doloroso distacco. Potrebbe essere un allontamento illusorio? un Angelo abbandona il proprio protetto?

Tra una rima e l’altra sta a noi lettori scoprirlo.

 

Leggi anche la nostra intervista all’autrice:

Intervista ad Aneta Marika Szyszkowska

 

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Un pensiero riguardo “Recensione del libro “Un angelo per caso” autrice Aneta Marika Szyszkowska edito Artemia Nova Editrice.

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