Sinossi ufficiale:

Thor, figlio di Odino, è destinato a essere il guerriero a capo della battaglia contro le forze del caos. Tuttavia Odino esita: suo figlio pecca di orgoglio e il suo temperamento è irruento e incontenibile. Un brutto scherzo tramato da Loki ai danni della splendida Sif, la promessa di Thor, scatena una serie di eventi: per volere di Odino, Loki si reca nel mondo dei nani in cerca dei doni per riparare l’affronto commesso, e da lì fa ritorno con un’arma assai singolare: il martello Mjöllnir, capace di dominare il tuono. Riuscirà Thor a vincere la sua natura tempestosa e a divenire il campione del quale gli dei e gli uomini hanno tanto bisogno?

Recensione:

Da appassionata di mitologia greca e avendo una formazione classica, mi sono ritrovata più volte a leggere anche i miti di altre culture, ivi compresa quella nordica. Essa mi affascina molto e non solo per le diverse analogie che si possono strutturalmente riscontrare con quella, per così dire, più tradizionale e conosciuta. Ma anche per la diversa etica morale, che ne risulta. Gli stessi litigi e dispettosità degli Dei, sia greci che romani, ad esempio, li ritroviamo anche tra gli ASI (Dei nordici). Ma forse con un grado più alto di saggezza e attenzione verso il Mondo terreno. Anch’essi sono inconsapevoli soggetti di repentini mutamenti d’umore, perfidi scherzi e grandi passioni, inanellati in vicende che intrecciandosi, di volta in volta, costituiscono la linfa vitale delle Storie tramandate. Tra tutti, il mito di Thor è quello che mi coinvolge e conquista di più, soprattutto per la maestosità intrinseca del personaggio stesso.

Il racconto si apre sulla fragilità e frustrazione umana, contrapposta alla ineluttabilità divina. Il Mondo e gli esseri umani, vengono rappresentati come preda e desiderio dell’eterna lotta tra gli Dei e i Giganti che li spinge, addirittura, a palesarsi esplicitamente dinnanzi alle piccole creature umane. Che, di contro, rimangono attonite e atterrite spettatrici dell’immensa potenza di quegli esseri superiori. L’uomo al loro cospetto non è altri che una piccola e fragile creatura ma è, al tempo stesso, capace di risurgere ancor più fortificato, ripartendo proprio da quell’ atavica paura.Riemerge dunque dall’ ancestrale terrore cogliendo, a piene mani, la forza interiore e la sopita grinta, dal più profondo della sua anima, rendendosi istintivamente in grado di superare l’aberrazione di quell’orrida vista.
La trama mitologica è, sicuramente, molto più piacevole e avvincente di altre letture. E ancor di più, lo è quella degli Asi.”Liscia” e scorrevole, cattura e rapisce il lettore che sovente sgrana gli occhi quasi fosse diretto testimone delle vicende narrate. Al punto che, in quel turbinio quasi mistico di emozioni, è come se gli riecheggiasse all’orecchio perfino la magnifica e solenne musica wagneriana. Tale ne è il profondo coinvolgimento. Da evidenziare è anche la narrazione della nascita del sodalizio tra Thor e il Mjölnir, che si “unisce” immediatamente al Dio come fosse un pezzo mancante al completamento della sua potenza e adesso finalmente ritrovato. La scena descritta è di così grande impatto empatico, che conferma la magnificenza del figlio di Odino.
Il volume termina con interessanti approfondimenti sulla cultura mitologica norrena e sull’ Universo Duale, insito proprio nella Cosmologia Vichinga. Che pone l’ acceso scontro tra il bene e il male, a fondamento necessario della vita stessa.Sia umana, che divina.

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