Dettagli prodotto

  • Copertina flessibile: 184 pagine
  • Editore: Algra (10 maggio 2019)
  • Collana: Scritti
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8893413019
  • ISBN-13: 978-8893413015
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Sinossi ufficiale:

Acireale, Sicilia. Un efferato delitto sconvolge l’abulica routine quotidiana: Don Mario Spina, canonico della basilica di San Pietro, viene ritrovato senza vita all’interno della sacrestia, ucciso con decine di colpi d’arma da taglio. Inoltre, da un’antica credenza sono state trafugate le spoglie del maggiore artista locale, Paolo Vasta. L’ispettore di polizia Luigi Traversa, da poco arrivato dal Veneto, si ritrova a indagare su un delitto a tratti inspiegabile. Chi è stato a compiere quell’orrendo crimine? E quale misterioso passato nasconde il poliziotto, giunto all’improvviso in città? Quattordici giorni serviranno a Traversa per risolvere il caso, togliendo una spina alla volta da quel pericoloso fico d’India tutto siciliano che, una volta ripulito, mostrerà all’ispettore la terrificante verità.

Recensione:

La vicenda in questione mi ha nettamente conquistata sin dai primissimi capitoli. Il commissario di polizia Luigi Traversa emana un’indole estremamente burbera e caparbia. Un uomo che cela continuamente il proprio passato dietro una maschera intrisa di pregnante durezza ,nascondendo gelosamente le proprie fragilità . Un vissuto deleterio che lo segna inesorabilmente da mesi, un passato dal quale è difficile sfuggire… Traversa si troverà alle prese con un iniziale macabro omicidio ,quello di Don Mario Spina, parroco della Basilica di San Pietro e religioso ben voluto dall’intera comunità parrocchiale . Ma cosa si adombra dietro l’apparente e tranquilla atmosfera paesana madida di una spregevole piaga omertosa? Luigi insieme al suo fidato collaboratore Lorefice, indagherà scrupolosamente ed ininterrottamente per quattordici fatidici giorni… Tra inganni,depistaggi ed ulteriori inopinati omicidi, ogni nodo arriverà al pettine,ogni pungente spina verrà magistralmente estratta da quel malioso frutto dal color vermiglio-arancio ,che come la mia amata terra d’origine, possiede un’inestimabile e sfaccettata beltà d’altri tempi… Ma che come un infausto frutto peccaminoso, avvelena incessantemente chi vuole drasticamente espiantarlo dalla propria badiale  e primordiale natura. Il passato tanto temuto tornerà a bussare nella travagliata esistenza del nostro commissario, sconvolgendo di netto il lettore e dando vita ad un’incontrollabile dinamismo incalzante; implicandolo autoritariamente a lasciarsi liberamente coinvolgere dall’intera esiziale circostanza, che giungerà congenialmente ad un epilogo inopinabile.

Ecco la video recensione:

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