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Sinossi ufficiale:

Adelaide fa l’antiquaria, ha un marito più giovane di lei con cui è in crisi, una madre complice e saggia nonostante un principio di arteriosclerosi, e quattro amiche vere, che come lei stanno attraversando la crisi dei cinquant’anni. Crisi? In realtà si direbbe che non si siano mai divertite tanto. Nei loro incontri (quasi sempre in un ristorante cinese) si scambiano le più inconfessabili confidenze sessuali, e al lettore è concesso di origliare e apprendere così, nei più imbarazzanti dettagli, le avventure e le sventure erotiche di Adelaide, Benedetta, Tonia, Rosaria e Martina. Cinque donne diversissime tra loro ma accomunate da due cose: una visione ormai disincantata della vita e, al tempo stesso, una gran voglia di viverla a pieno. Anche a dispetto dell’età che avanza. Si ride molto, alle loro spalle e a quelle dei loro partner, talmente goffi da suscitare tenerezza. Ma tra un sorriso e una risata capita anche di riflettere sull’eterna conflittualità dei rapporti tra i sessi e sull’inossidabile valore dell’amicizia. Un’avvertenza: astenersi puritani e persone sensibili. Tenere lontano dalla portata dei bambini.

Recensione:

Sono estimatrice di Veronica Pivetti da sempre. Per il suo sguardo sul mondo privo di ipocrisia. Nei suoi testi risulta chiara la distinzione tra insano cinismo e sana ironia. Il cinico è disincantato all’estremo, annulla l’ottimismo. L’ironico invece recupera l’ottimismo per vie traverse, con spigolose battute di spirito e commenti pungenti. Se L’ironia è un talento che può esser sviluppato l’autoironia è una dote, ci nasci, non puoi impararla. La Pivetti possiede ambedue. Questo suo ultimo libro alterna scene da sex and the city (che per i nostalgici della serie tv è un toccasana) a scene pornosoft. Inizialmente si rimane un pochino sorpresi nel leggere con quanta disinvoltura la Pivetti non usa mezzi termini per indicare falli, membri, vagine e posizioni del kamasutra, ma dopo un paio di capitoli ci si sente parte del giro di amiche che discutono e argomentano di relazioni, di sesso, di menopausa, di omosessualità e maternità. Si crea complicità. La stessa che probabilmente abbiamo tutte con un paio di confidenti: che sia con nostra sorella, la nostra migliore amica, la nostra psicologa o sessuologa! La potenza del libro sta nel far comprendere che le passioni, amorose e sessuali, gli appetiti della carne sono una delle cose che ci tengono vivi e in salute. Questi sono in continua evoluzione, come l’animo umano, e ciò che ci dava soddisfazione da adolescenti non lo farà alle soglie della menopausa, (oppure sì?). Ma è questo il bello: sperimentare e giocare con le nostre sensazioni più innocenti e istintive. Queste non hanno età, non hanno sesso, non hanno religione.

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