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Lucca Comics and Games 2019

prima novità dalla Dynit

 

Sinossi ufficiale:

Dopo “Cocoon”, Machiko Kyo torna sulla tematica dell’orrore della guerra visto attraverso gli occhi di una ragazzina. Liberamente ispirato a “Il diario di Anna Frank”, un racconto onirico e senza tempo, in cui realtà e fantasia, Anna, Hitler, Hanako, Taro, la guerra e la contemporaneità si intersecano.

 

Recensione:

Liberamente tratto dalla vicenda di Anna Frank il Diario di Hanako di Machiko Kyo è un fumetto difficile da recensire. Si tratta di un’ucronia in cui a essere perseguitate sono le popolazioni orientali e non il popolo ebraico. Tutta la storia ha personaggi differenti mantenendo intatto tutto l’orrore dei campi di concentramento, la follia della guerra e l’assurdità delle persecuzioni.

La narrazione si svolge su tre piani narrativi ed è di non facile fruizione.

Il primo è quello della realtà. La giovane Hanako “principessina di papà” sogna di diventare attrice ed è una ragazzina molto popolare fra i coetanei. Con la famiglia si nasconde in un appartamento segreto in un palazzo di uffici e ben presto conviverà con un’altra famiglia di fuggiaschi. L’isolamento non sarà sufficiente, Hanako e gli altri verranno deportati in un campo di concentramento dove non sarà loro risparimato nulla, neppure a lei, tanto graziosa quanto, se vogliamo, un po’ “svampita”.

Il secondo piano narrativo è quello del diario della ragazzina, una specie di “bolla” cubica che richiama la forma delle zollette di zucchero che Hanako consuma per bere il tè. Fra le pagine del diario, nel “cubo”, la protagonista vive con il suo stesso persecutore, il giovane che poi diverrà “l’Hitler” della storia. I due hanno un rapporto morboso, dove prevale una sorta di Sindrome di Stoccolma perchè la giovane finisce col provare affetto per l’aguzzino.

Il terzo piano è il passato di “colui che sarà Hitler” fatto di insoddisfazioni, di maltrattamenti da parte di un genitore che non comprende il proprio figlio e di continui rimandi ad accadimenti che costruiscono l’ossatura su cui si fonderà l’intero piano di persecuzione razziale e di aggressione nei confronti degli altri stati. La nascita di un dittatore.

Sono utilizzati anche due espedienti per meglio spiegare la storia e i passaggi narrativi: la fruizione da parte di alcuni personaggi di una specie di “bozzoli” che ne annullano i tratti somatici e la creazione di un alter-ego in divisa che suggerisce al giovane non ancora dittatore quali saranno le mosse future e la necessità di non avere scrupoli.

In effetti, a mio avviso, vi è “molta carne al fuoco” per un fumetto che poteva rimanere più semplice regalandoci lo stesso messaggio. Nonostante gli sfondi molto schematici e un tratto privo di fronzoli questo è un fumetto piuttosto barocco, ma i suoi orpelli non sono dati dalla grafica, ma dallo svoglimento della narrazione.

Molto ben strutturato il personaggio della sorella con le piccole e grandi invidie eppure con un affetto fraterno assoluto e incondizionato.

Consigliato assolutamente per avere una visione differente di un tema già tristemente – e mai abbastanza – noto.

Lucca Comics and games ci offre sempre nuovi spunti di riflessione, cultura popolare, certo, ma di ottimo livello.

Linda Lercari

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