BIOGRAFIA:

Davide Stocovaz nasce a Trieste nel 1985.

Terminati gli studi partecipa alla realizzazione di film e documentari.

Nel 2010 vince il Primo Premio per la Sceneggiatura Mattador, dedicato a Matteo Caenazzo, con lo script “Istinti”.

Nel 2014 il suo racconto “L’ultima Sinfonia” viene pubblicato nella raccolta Morte a 666 giri curata dalla Dunwich Edizioni.

Nel 2016 vengono pubblicati i suoi primi romanzi: “Zanne nelle Tenebre” (Editrice GDS) e “Ombra di Morte” (Montag Edizioni).

Nel 2017 viene pubblicato il suo terzo romanzo dal titolo “Abissi” (Elison Publishing).

Nello stesso anno esce la raccolta di racconti “La Voce e altri racconti” (Franco Puzzo Editore).

Nel 2019 esce il racconto “Tra due fuochi” (La Sirena Edizioni)

Sinossi racconti brevi

Storia di un’estate lontana:

 Enrico Firmani si trova in Croazia, in vacanza con la famiglia. Una sera, durante una delle sue passeggiate nell’aperta campagna, si imbatte in una casa fatiscente; spinto da curiosità, entra all’interno e, con sua grande sorpresa, scopre che la casa non è abbandonata: infatti, gli appare una ragazza, Xenia, con la quale si intrattiene per alcune ore. Sulla via del ritorno, Enrico si riscopre ammaliato dalla ragazza.

Enrico frequenta la ragazza ogni sera, la va a trovare, parlano, passeggiano nella campagna; col passare del tempo, il ragazzo si invaghisce di lei. L’ultimo giorno di vacanza, Enrico torna nella casa con una collana di conchiglie, omaggio a Xenia, in modo che si ricordi di lui. Quando il ragazzo le vuole allacciare la collana, questa attraversa il corpo di Xenia e cade al suolo. Enrico è sbalordito oltremodo. La ragazza, sull’orlo delle lacrime, lo lascia dicendogli: “Se mi ami davvero, amati”. Enrico la segue, ma lei sembra essersi dissolta nel nulla. Il ragazzo abbandona la casa in lacrime, con la voce di lei che gli riecheggia nella mente.

Enrico torna in Croazia l’anno successivo. Va subito alla casa fatiscente in cerca di Xenia, ma lei non c’è; rimane solo la sua collana a terra. Enrico la raccoglie ed esce. Non rivedrà mai più Xenia, mai più.

 Il giardino dei sogni infranti:

 Si tratta del ricordo, in prima persona, di un uomo che ricorda un grande progetto d’amore stroncato di netto dal destino: lui, da giovane, vagabondo nel giardino sotto casa, un giorno incontra Linda e tra i due scatta subito un certo sentimento. I due si frequentano assiduamente nel giardino, che sembra riflettere il loro amore nascente, finché un giorno una grave malattia strappa lei dal mondo. All’uomo non resta che tornare vagabondo malinconico per quegli stessi sentieri che percorreva con lei, col giardino che sembra riflettere il suo dolore per l’amore perduto. L’uomo ha una sola certezza, mai, durante la sua vita, incontrerà una come lei.

Recensione:

Dove ci voltiano voltiano vi è mancanza di delicatezza.

Vi è nostalgia di tenerezza. 

In un mondo dove lo spigoloso e l’ ostile vanno per la maggiore i racconti brevissimi e prevedibili di Davide Stocovaz scaldano il cuore.

Ci ricordano le storie narrate intorno ai falò con i compagni di gioventù o durante la ricreazione nel cortile della scuola. 

Narrazioni in cui il bel scenario iniziale si scontra, al termine, con la cruda realtà.

Sono favole senza happy end.

Storie che non hanno luce in fondo al tunnel.

 Le descrizioni sono fiabesche, i protagonisti maschili sentimentali ad oltranza, i personaggi femminili sfuggenti e impalpabili come farfalle. 

Probabilmente è il modo trovato da Davide per rievocare la bellezza struggente dei primi e veri amori.

Che nascono e muoiono però conservano nei cuori ormai adulti energia primordiale.

Amori incantevoli ma effimeri come splendide ali di farfalla.

Book Therapist Marilena Tocci

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