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Dettagli prodotto

  • Copertina flessibile: 445 pagine
  • Genere : Thriller
  • Editore: Rizzoli (11 giugno 2019)
  • Collana: Nero Rizzoli
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8817129933
  • ISBN-13: 978-8817129930

Trama

Li chiamano cold case. Sono le inchieste senza soluzione, il veleno che corrompe il cuore e offusca la mente dei migliori detective. Quando vengono confinate alla sezione Delitti insoluti della questura di Cagliari, le ispettrici Mara Rais ed Eva Croce ancora non lo sanno quanto può essere crudele un’ossessione. In compenso hanno imparato quant’è dura la vita. Mara non dimentica l’ingiustizia subita, che le è costata il trasferimento punitivo. Eva, invece, vuole solo dimenticare la tragedia che l’ha spinta a lasciare Milano e a imbarcarsi per la Sardegna con un biglietto di sola andata. Separate dal muro della reciproca diffidenza, le sbirre formano una miscela esplosiva, in cui l’irruenza e il ruvido istinto di Rais cozzano con l’acume e il dolente riserbo di Croce. Relegate in archivio, le due finiscono in bilico sul filo del tempo, sospese tra un presente claustrofobico e i crimini di un passato lontano. Così iniziano a indagare sui misteriosi omicidi di giovani donne, commessi parecchi anni prima in alcuni antichi siti nuragici dell’isola. Ma la pista fredda diventa all’improvviso rovente. Il killer è tornato a colpire. Eva e Mara dovranno misurarsi con i rituali di una remota, selvaggia religione e ingaggiare un duello mortale con i propri demoni.

Recensione a cura di Dario Brunetti

Dopo lo straordinario successo del “Lo stupore della notte” torna Piergiorgio Pulixi con un altro incredibile romanzo dal titolo “L’isola delle anime”, ambientato in Sardegna, che vede due ispettrici molto giovani, Eva Croce (milanese) e Mara Rais (sarda) assegnate alla sezione delitti insoluti della questura di Cagliari.

Sia Eva che Mara si trovano in punizione e dovranno cercare di collaborare tra loro, pur avendo due caratteri differenti; inizialmente faranno fatica a stabilire un rapporto, ma come si dice ”poli opposti si attraggono,” riusciranno a trovare la giusta sinergia, soprattutto perché spetterà loro un compito fin troppo gravoso e complesso: quello di far luce su due casi di omicidio risalenti al 1975 e al 1986, commessi proprio il giorno del culto dei morti. Il loro capo, il commissario Farci farà affidamento sulle loro capacità investigative.

Due delitti molto particolari ed efferati, avvenuti a danno di due giovani donne non identificate, seguendo un particolare rituale, che portano le due ispettrici a riaprire fascicoli di quarant’anni prima. Nel frattempo, incredibilmente,  il killer si è rifatto vivo ed è tornato a incidere il suo marchio su un’altra donna, sempre seguendo il solito rituale. Questo richiamerà l’attenzione dell’ex poliziotto Moreno Barrali. Egli è venuto a conoscenza della scomparsa di Dolores Murgia, e crede fermamente che ci sia un collegamento, cattura così l’attenzione delle due giovani ispettrici: le vuole incanalare in questa direzione per fare luce su queste morti alquanto misteriose.

Pulixi è dotato di una grande tecnica narrativa e questo thriller, scritto magistralmente, ne conferma le qualità assolute, che sono motivo di grande apprezzamento per gli amanti del genere. Lo scrittore ci porta in una Sardegna ancestrale, disegnata in un immaginario crepuscolare, una terra incantevole e magica che nasconde, nelle antiche tradizioni, segreti oscuri.

Inoltre Pulixi riesce a creare quella giusta empatia tra il lettore e le due protagoniste: per ottenerla deve focalizzare l’attenzione su di loro, entrando nel loro universo, immedesimandosi nel ruolo di queste due donne che si ritroveranno ad essere amiche, rimettendosi in gioco, forse perché la vita ha voltato ad entrambe le spalle; Eva Croce si porta ferite che sanguinano ancora e con fatica tendono a rimarginarsi, vive una tragedia personale che pregiudicherà la sua vita professionale, infatti il trasferimento in Sardegna sarà il ben servito da parte dei suoi superiori, ma Eva con impassibilità e come se indossasse una corazza, accetta la situazione cui deve far fronte.

Mara Rais è una poliziotta tenace e dotata di spiccata ironia, una ragazza dalla lingua tagliente che riesce a tenere testa ai suoi superiori, però è anche di bella presenza, il suo fascino e quella capacità di sedurre forse le hanno giocato un tiro mancino, viste le molestie subite da parte di un suo superiore.

Sì, perché purtroppo il superiore in questione è il questore! E coloro che la dovevano difendere l’hanno lasciata in balia di un provvedimento disciplinare: si trovava dalla parte della ragione ed è finita per passare da quella del torto.

Per queste due ragazze la sorte è stata davvero ignobile, ma mi sento di affermare che anche dalla negatività sbuca una flebile luce che indica il cammino verso la positività, le disavventure porteranno Eva e Mara (se pur così diverse da sembrare agli antipodi) a confrontarsi e ad essere unite nel lavoro, anche se dovranno respirare la polvere dei vecchi fascicoli di casi insoluti, ai quali è forse quasi impossibile dare delle risposte;  toccherà a loro ricostruire gli eventi passati nei quali un killer sembra essersi dissolto nell’ombra.

L’ambientazione di questo romanzo è già nota al lettore, che è abituato ad apprezzare i paesaggi raccontati da Pulixi, ma l’autore riesce ad accentuare un altro aspetto della Sardegna, non solo paesaggistico, un’isola che non ti aspetti sia così arcaica e legata a culti e a tradizioni familiari che sembrano non morire mai.

 La Sardegna è un’isola meravigliosa, situata al centro del Mediterraneo, possiede un territorio in prevalenza montuoso anche se le vette non raggiungono altissime quote. Un paesaggio aspro e dolce per coloro che vogliono goderselo in tutto il suo splendore, una regione piena di cultura antica, dai monumenti nuragici  che ci incantano, proprio come il romanzo di Pulixi, che per la seconda volta sceglie di dedicare un thriller alla sua terra, ricco di suspance con uno stile inconfondibile e con la cura di ogni dettaglio, che regalerà ai lettori una storia intensa e piena di emozioni.

Sono rimasto molto colpito, ma non avevo dubbi, dall’essenzialità delle parole e dal linguaggio puro e autentico che è patrimonio di una cultura di cui andare fieri, vengo sempre attratto dal suo lavoro di ricerca, da quella voglia di scoprire e di documentarsi come se fosse un vero e proprio esploratore e mi sento di dire che in fin dei conti Pulixi lo è.

Ancora una volta Chapeau !

 

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