Dettagli prodotto

Sinossi ufficiale:

Cita, zita, zitella: una parola antica che indicava la ragazza non maritata, diventata un insulto nell’ambito di una società patriarcale che, per una donna, ha faticato ad accettare destini diversi dal matrimonio. Dalle Amazzoni alle Vestali, da Ipazia a Pulcheria, dalla regina Elisabetta a Cristina di Svezia, da Jane Austen a Virginia Woolf, e con illuminanti incursioni nel mondo del mito, della fiaba e del fumetto – tra Morgana, la Dama del lago, Maga Magò e la Fata turchina – l’autrice ci accompagna, con uno sguardo divertito e spietato, in un vorticoso percorso attraverso la complessa vicenda di chi non ha camminato lungo il binario definito. Spesso per ribellione, a volte per indole o per puro caso. Scrivendo, così, un’altra storia, di passioni, desideri e talenti diversi, che qui andiamo a raccontare.

Recensione:

Valeria Palumbo, giornalista e redattrice, in questo libro si comporta da regista. Svolge una carrellata di donne che hanno rifiutato il matrimonio, che hanno deciso consapevolmente di sfidare le convenzioni sociali e non far la marcetta verso l’ altare per convolare a ingiuste nozze.

Iniziando dal mito di Diana e altre divinità vergini (termine per intenderele non maritate non obbligatoriamente caste) spiega come  donne single sono presenti in ogni epoca e, non perché emarginate, ma perché autonome e realizzate a prescindere dal ruolo di madre e moglie.

Diana stessa protegge le proprie seguaci e le partorienti, possiamo dire che ha un senso materno esteso al genere femminile anche se non desidera essere gestante.

Le Amazzoni, splendide donne selvagge e guerriere, sono esistite realmente e ne abbiamo prove storiche, riunite in tribù si difendevano dalle invasioni, e imposero ad orde di uomini di incontrarsi al solo fine di procreare e tener con se le figlie femmine per rimpolpare le fila.

Guerriera fu anche Giovanna D’ Arco, splendida icona femminista, sanguinosa e Santa, contraddittoria ma vergine e visionaria, mai corrotta da maschili intenti.

La carrellata continua fino ai tempi moderni, analizzando come nei vari secoli, nel succedersi lento della storia, alcune preferivano l’ abito talare ad un matrimonio di convenienza, altre la vita dissoluta ma la libertà a 360 gradi.

La Venezia di Veronica Franco, cortigiana e poetessa, in questo senso fu all’ avanguardia! Crearono delle accademie per orfane e ragazze che non avendo dote non potevano ne aspirare ad un matrimonio, ne con l’ avanzare degli anni dedicarsi al lavoro più vecchio del mondo!

E che dire delle intellettuali come Emily Dickinson o della Alcott che in ” Piccole Donne” fa di Joe March paladina del matrimonio solo ed esclusivamente per amore? 

Le nuove single, classe in piena ascesa, non vogliono rinunciare all’ amore ma non vogliono accontentarsi, non desiderano rapporti tiepidi perché la loro dignità e il loro spirito idealista non lo permettono! Le single non sono necessariamente delle disadattati, anzi codeste bramano un uomo accanto, ma donne nel senso più sostanzioso del termine. Mogli e madri di se stesse prima di chiunque altro!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...