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Sinossi ufficiale:

Progresso. Un flusso inevitabile di nuove scoperte che coinvolge tutte le persone. Anche il nostro Lorenzo, apparentemente un semplice professore universitario, ne resterà implicato. Il professore sarà invischiato in qualcosa forse più grande di lui, più grande di tutti: la ricerca di due robot scomparsi. Ebbene, ciò che aveva predetto tempo prima circa l’intelligenza artificiale corrisponde a verità. I robot sono reali, esistono e cercano di integrarsi in una società che non è pronta ad accoglierli.
Una storia fatta di amori perduti, una figlia ritrovata, intrighi e omicidi. Una storia che, grazie all’ottima tecnica descrittiva dell’Autore, ci terrà con il fiato sospeso fino alla fine e ci lascerà con una domanda: è giusto o sbagliato creare dei robot che ci assomiglino?

Recensione:

A cavallo tra Italia e America Lorenzo, il protagonista, si ritrova a vivere di persona ciò che egli stesso aveva, soltanto ipotizzato in un libro, scritto anni prima, ma che era passato in sordina. Essendo ritenuto, probabilmente, fondato su scenari irrealistici.

Come un novello Jules Verne, aveva predetto un futuro all’ apparenza inverosimile ma che, invece, il destino beffardo aveva voluto rendere realtà. Persone apparentemente normali ma speciali e complesse, nascondono un terribile segreto, degno di una futuristica Mary Shelley. Due robot spariti dai laboratori della ASANT, un’organizzazione scientifica e tecnologica americana che, pur avendo sembianze umane, potrebbero essere potenzialmente pericolosi, se nel loro meccanismo di giudizio, controllato da algoritmi comandati da un super computer, scattasse un’incongruenza tra ciò che stanno vivendo e gli input memorizzati nella loro interfaccia.

Essi dopo attente analisi e comparazioni, qualora avvertissero pericolo, minaccia o comportamenti non etici, potrebbero avere reazioni addirittura catastrofiche. All’interno del romanzo, che risulta abbastanza scorrevole, lo scrittore non cerca di dissimulare chi essi siano. Non gioca con la fantasia di chi legge, ma lascia che risultino facilmente intuibili già dal titolo dei capitoli a loro dedicati. In tal maniera il lettore, insieme ai due robot, vive il loro scoprirsi simili ma, allo stesso tempo, profondamente diversi dagli esseri umani. Contemporaneamente alla loro ricerca, si mescolano anche momenti di vita privata del protagonista stesso. Che ripercorre attimi felici e non, di un passato che prepotentemente riemerge, come a completare un vuoto mai colmato. Accade, dunque, che le sue vicende personali sembrino in un primo momento scisse dal racconto principale ma, in realtà, fanno parte della storia stessa. 

Poiché egli riesce a comprendere alcune sfumature del “carattere” dei due robot, grazie anche alla sua storia personale. Un finale non certo scontato, poi, terminerà la ricerca nella maniera più immediata ed efficace. Lasciando, però, aperto un quesito: potrà mai l’uomo assurgere a Demiurgo, creando un essere perfetto, dato che egli stesso perfetto non è?

Un pensiero riguardo “Recensione del romanzo “La tentazione dell’Intelligenza Artificiale” di Luigi Valagussa”

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