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Sinossi ufficiale:

Zena ha i suoi anni sulle spalle e ripensa ai passi che l’hanno portata a essere quella che è diventata. Ha scoperto che tutti, nessuno escluso, arrivano su questa meravigliosa Terra con un bagaglio ricco di talenti e opportunità per svilupparli al meglio. E lei? Chi deve ringraziare per essere diventata ciò che è? Gli eventi quotidiani, soprattutto quelli meno facili da affrontare, un amore corrisposto in modo diverso, vere amicizie e un Dio che è sempre stato dalla sua parte. E una donna che mai avrebbe pensato di incontrare…

Recensione

 

Ho letto con vero piacere l’ultimo romanzo di Maria Pia Michelini. “Zena la nuda” ed. Panesi, è una storia tranquilla, la storia un po’ di noi tutti che viviamo seguendo degli scopi imposti dalla società e condividendo i valori di tutti, i valori di chi non vuole “strappare il sistema”. Poi accade. Un amora clandestino, qualcosa di condiviso di nascosto, le regole infrante, seppur per poco… e lei viene alla luce: Zena la nuda, ovvero il nudo che è in noi stessi, la parte più forte e fragile, quella che cerchiamo spesso stupidamente di proteggere quando la sua stessa fragilità ci darebbe la forza di cambiare, di godere appieno la vita. Noi tutti, e lo capiremo leggendo, dovremmo essere nudi interiormente, liberi e consci del nostro vivere. La protagonista,  Zena Nardi, è una donna abbastanza matura, ma non ancora sfiorita, una donna che potrebbe essere di aspetto più gradevole se solo si curasse, che potrebbe essere sensuale e mostrare mille talenti se… se non fosse intrappolata in un vestito dai bottoni stretti cuciti con le regole del quotidiano vivere. Un vestito che salterà lasciandola nuda e capace di tutto ciò che avrebbe sempre voluto fare nella vita. 43326474_1829691160483538_8841616368420782080_oE’ un percorso lento, a volte sfiancante. La prima critica che muovo è l’indugiare troppo sulla lenta evoluzione della protagonista. Accadono molte cose, ma solo alla fine, il romanzo spesso ha come un “trascinarsi”, come se questa nuova Zena non volesse del tutto abbandonare le proprie abitudini, le proprie paure. In effetti è molto umano, molto realistico: la vita non è fatta poi di tante procrastinazioni? Anche nelle scelte più drastiche?  Il denaro è un limite e anche Zena ne soffre – oh, se ne soffre, sto male per lei quando viene descritto l’inverno rigido senza riscaldamento nella nuova casa di campagna – per questo molti passi vengono fatti con cura. Però da una “Zena la nuda” mi sarei aspettata più risposte cattive, più taglio di ponti, più determinazione. Cose tutte che arrivano pian piano, e mai con la crudeltà che certe persone meriterebbero. L’educazione è tangibile in questo romanzo, la signorilità. Altra piccola critica è il punto di vista che a volte non è ben chiaro, ma direi che questo è un problema soprattutto di editing, che magari avrei curato di più.  Intanto Zena va avanti e lotta passando da un amore clandestino a uno ufficiale, ma contrastato. Non vorrei anticiparvi troppo, ma se è l’amore che strappa il primo lembo del vestito di Zena non sarà l’amore a renderla del tutto nuda e indipendente. E’ un romanzo al femminile e in questo molto “femminista”, la consapevolezza di se stesse senza la necessità di un principe azzurro che ci faccia sentire regine. Zena conquisterà un’indipendeza economica nuova, cambierà tutto della sua vita, ma non lascerà che sia un uomo a farlo, che sia un amore “stranamente corrisposto” a cambiare le regole del gioco. Come? Leggete il romanzo, ve lo consiglio caldamente!

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