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Dettagli prodotto

  • Genere: Noir

  • Copertina flessibile: 80 pagine

  • Editore: Zona (23 giugno 2015)

  • Collana: Zona contemporanea

  • Lingua: Italiano

  • ISBN-10: 9788864385600

  • ISBN-13: 978-886438560

Trama

Tre storie, dense, nere, metropolitane. Tre storie giovani, fresche, cattive. Tre protagonisti, unici, intensi, vivi. “La versione di Mitridate”, il primo racconto che dà il nome alla raccolta, parte dalla scomparsa di una ragazzina di sedici anni. Gli occhi che guardano la vicenda sono quelli della sua migliore amica. Questo sguardo si modificherà, si ridurrà a fessura, in un percorso interiore che mostrerà il cinismo e la cattiveria oggi imperanti. “La migliore amica” è invece un racconto di emarginazione, fatto di bar, bottiglie rotte, puzza e sporcizia. Una storia che ha come protagonista un antieroe, duro e solitario. Un uomo che cerca la verità e che la troverà, pagando un prezzo troppo alto.

Recensione

Una raccolta di ben tre racconti dal titolo La versione di Mitridate segnano l’ascesa di un promettente e giovane scrittore, parlo naturalmente del siciliano trapiantato a Bologna Davide Pappalardo.

Proprio ” la versione di Mitridate” è il primo racconto di apertura che vede protagonista Dalila una ragazza che vive in maniera conflittuale la sua adolescenza, si nega ai suoi genitori e alla sorella, le pressioni della madre la scombussolano e si chiude in camera mettendosi il mondo alle spalle o quasi.

Intanto la sua migliore amica Karin è scomparsa nel nulla per la quale nutre anche qualche gelosia così ne approfitta facendo delle avances al suo fidanzato.

Ma in lei prevale sempre una forma di delirio e di rabbia repressa che sfoga prendendo piccole ma continue dosi di arsenico, una vera forma di mitridatismo che porta all’assuefazione degli stessi veleni pertanto il buon Pappalardo con questo racconto che da il nome alla raccolta si è ispirato al Re del Ponto.

Una domanda ma Karin è veramente scomparsa ?

Da una persona arrabbiata ad un’altra ma davvero ? Proprio così perchè il protagonista del secondo racconto ” La migliore amica” è Vanes Bongiovanni un tipo rude da diventare un selvaggio soprattutto con il suo amico Fredo, che si è innamorato della sua migliore amica Paoletta così va alla ricerca disperata di verità e giustizia; ma c’è solo un piccolo e decisivo particolare lo squinternato Fredo viene ritrovato morto proprio da Vanes toccherà scoprirlo ed arrivare alla tanto desiderata verità.

Il terzo e ultimo racconto si intitola “Respira a lungo Francesca” e proprio come recita il titolo è Francesca la protagonista una ragazza introversa, vittima della routine quotidiana che si divide tra la casa e il lavoro, per fortuna (o sfortuna?) c’è la sua amica Giulia che cerca di scuoterla e fargli conoscere l’ebbrezza del puro divertimento e per alzare l’asticella vuole farle conoscere un uomo interessante di nome Giorgio, ma la vergogna e l’impaccio vincono su Francesca facendola racchiudere nel suo guscio che si chiama casa proprio come una tartaruga.

Ma un giorno vede la sua “chiamiamola preda” dal nome Giorgio servita dalla sua amica Giulia su un vassoio d’argento passeggiare con un’altra donna così in Francesca scatta quella molla che la trasforma in conquistatrice di uomini riuscendo addirittura ad incontrare quell’uomo così bello e interessante e finalmente  a farlo suo.

Purtroppo c’è un ma!!! Perchè la ragazza dalle lunghe e amorevoli passeggiate ritorna alla carica e in una serata organizzata con amici appare come un fulmine a ciel sereno e la rabbia finora tenuta nascosta da Francesca viene fuori e in che modo?

Non ve lo racconto.

Tre storie molto vissute, crude e inquietanti, Pappalardo ci nutre della loro rabbia e cattiveria senza fare sconti a nessuno, così emerge il male e quella sana voglia di sopraffare il prossimo.

Il secondo racconto forse rispecchierà più quello stile dello scrittore basti pensare all’ambientazione caratterizzato dai luoghi dove ci si beve e forse ubriaca con una bella bottiglia di whisky o liquore così i bar saranno teatro e sanciranno in maniera definitiva il genere Hard Boyled, sicuramente anche con Pappalardo giacchè i vari Chandler ed Hammett ne sono stati i pionieri.

In questo racconto ne viene forse servito un piccolo antipasto tanto per gradire in “Buonasera Signorina” ne arriverà la conferma affinando le sue grandi doti che li saranno poi in seguito riconosciute.

L’elemento preponderante in tutti e tre i racconti è la rabbia che non da scampo ai protagonisti e ne diventa come nel primo racconto un veleno di cui nutrirsi, qualcosa che in maniera insistente ci deve essere  atutti i costi e riesce a distinguere il personaggio che risulta così un essere prevedibile agli occhi degli altri.

La rabbia può essere repressa, tenuta nascosta ma prima o poi viene fuori in quel caso sembra come un vulcano in eruzione.

Così l’esordio del buon Pappalardo si preannuncia davvero promettente non vi aspetta che leggere questa raccolta come assaggio davvero niente male per poi catapultarvi nelle prossime sue letture e potrete scoprire tutto il suo talento !!

Come diceva Guido Angeli in uno spot pubblicitario per un mobilificio “Provare per credere””

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