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Sinossi ufficiale:

Una silloge poetica con una sola caratteristica, quasi unica, un completo e impercettibile senso di rivalsa verso qualcosa che si ha dinanzi e che si affronta con tenacia e forza. Liriche legate da un concetto unico e malinconico, un ambiente che rasenta l’inverosimile fino a concedersi pause solitarie di riflessioni e ripensamenti.L’autrice si rivolge al tutto che ha dinanzi e mostra il suo rammarico e la sua voglia di essere, come se guardasse da una visuale personale e soggettiva, e con tono indagatore e polemico chiede solo consigli per ritrovare sensazioni di amore e di giubilo.L’autrice ripercorre le tematiche classiche, con fraseggi della più completa modernità e attuale condizione dell’essere poetico, ricavandone una liricità propria di un’anima tormentata e succube di un destino avverso e crudo, creando liriche decadenti e realiste che danno quel tono di confessione quasi religiosa.

Recensione:

“L’altra metà di me” è una piacevole raccolta di poesie, che avvolge il lettore come fosse una calda coperta di emozioni.

Leggendole una dopo l’altra, risulta chiaro il tormento che affligge l’animo inquieto e trasognante di Ilaria Della Queva.

Ella racconta un amore cercato, voluto ma mai raggiunto. E quando pensa d’averlo afferrato con la punta delle dita, ecco che fugge nuovamente. Lasciandola trepidante, tra le effimere suggestioni d’amore.

Ilaria vorrebbe agguantarlo, ma non riesce.

Ne “Il sospiro del vento” (p. 21), infatti, è consapevole di lottare per una <<battaglia già persa>> dall’inizio.

Nonostante dica al suo amato <<farò di me ciò che più desideri, farò di me la tua serenità>> (“Quando” p. 26) accettando, dunque, d’esser plasmata in una figura lontana dalla sua. Definendosi, addirittura, una bambola tra le di lui mani (“Bambola” p. 69). Si ritrova raminga e persa nella sua <<ingrata solitudine>> (“Quando” p.26).

Ella, però, vorrebbe mostrarsi ed esser compresa per ciò che è (“Se” p. 45). Arrivando al punto di desiderare di poter tenere tra le mani, il proprio cuore pieno e ansante di sentimenti, per poterlo mostrare all’intero Universo (“Se” p. 45).

Si coglie altresì, però, tra le pieghe delle sue afflizioni, una rivalsa personale.

Una consapevolezza che, nonostante tutto, pur cercando e anelando l’amore mai corrisposto, le diventa vividamente chiara: seppur rincorrendo sfrenatamente le altrui passioni, sa perfettamente d’esser rimasta se stessa. Al contrario di coloro che, invece, si fanno <<trascinare dalla tempesta>> rendendo le loro <<vite insulse e superficiali>> (“Tu” p. 46).

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