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Cenni sull’autore:

Giuseppe (Domenico) Anastasi nasce a Messina il 21 giugno del 1978. Autodidatta e libero da ogni schema preordinato, già dall’età di undici anni, dedica i primi trenta della propria vita a scrivere romanzi gialli, poesie, trattati, novelle, ma senza mai pubblicare, soprattutto per manie di perfezionismo. Tenore presso il coro della Cappella di Santa Maria Assunta, presso il Duomo di Messina. Autore autoprodotto del poema epico/religioso La Grande Seduzione, cantica in versi endecasillabi sulla creazione degli angeli e la caduta di Lucifero.

Solo dopo i trent’anni inizia a partecipare a qualche concorso di poesia e sostenuto da un mecenate, pubblica sette liriche con la casa editrice “Pagine”, nel volume 104 della collana Riflessi, rimanendo relativamente insoddisfatto dell’investimento; maturando infine l’idea di proporre al pubblico qualcosa in più di sonetti e madrigali, si rivolge ad altre case editrici, sottoponendo il poema a lui più caro, ma scontrandosi con due “barriere”: quando queste ultime ammettono che l’opera è valida, affermano non esista un pubblico che possa recepirla; se invece si dichiarano disposti a pubblicare, propongono soluzioni fin troppo antieconomiche (almeno per l’autore). Nonostante il limite apparentemente invalicabile, testardamente e fermamente convinto del valore de La Grande Seduzione, questo il titolo del suo primo poema epico, auto-produce la propria opera e in meno di quattro mesi dalla presentazione ufficiale nella sua città natale, totalizza l’esaurimento scorte della prima edizione.

Seguiranno primi premi e ottimi piazzamenti in alcuni concorsi nazionali di poesia, ma soprattutto presentazioni del libro che in quasi due anni di promozione, continua a destare stupore in chi vi si accosta, anche senza un bagaglio culturale specialistico, difatti, seppure apparentemente anacronistico, per la scelta di ricalcare gli schemi danteschi e un linguaggio dotto molto vicino al ‘500. La Grande Seduzione riesce a colmare uno dei più inspiegabili vuoti letterari di tutti i tempi, rendendo accessibile anche grazie a guide alla lettura e immagini a china originali, create appositamente per l’opera, il proto-dramma delle tre religioni monoteistiche principali del globo, ovvero la creazione degli angeli, la lotta fra gli schieramenti guidati da Lucifero e Michele, la capitolazione dei futuri demoni e la caduta di Lucifero stesso.

Sinossi:

La grande Seduzione è un poema scritto da Giuseppe Anastasi, pubblicato nel 2016. Narra le vicende del paradiso antecedente ad Adamo ed Eva, dalla creazione degli angeli alla caduta di Lucifero per spiegare la natura del peccato. Il testo è corredato da dieci tavole a china realizzate appositamente dall’illustratrice Giada Bognolo e le guide alla lettura della curatrice Assunta Spiegapié.

“Canto del mondo che non ha passato, fuori dal tempo perché non decade, in alcun luogo del cosmo ubicato, antagonista perenne dell’Ade; della battaglia tra grazia e peccato… come da luce nel buio si cade.” (prologo vv. 1-6)

“Lucifero: Cherubino o Serafino?” E’ quasi certo che questa breve cantica di 666 versi oggi esista proprio grazie a questa domanda. Nonostante il ventunesimo secolo sia ormai iniziato da tempo, Giuseppe Anastasi non riesce a seguire mode e tendenze, scegliendo di raccontare la storia delle storie, l’inizio di ogni cosa, come ormai non si faceva più da secoli, ovvero con un poema epico.

La prima seduzione di questo insolito scritto è facilmente individuabile nella musicalità dei versi che, seguendo un’accentazione dantesca, ma in un italiano più accessibile dell’arcaico volgare, guida il lettore al senso delle parole mediante il loro suono, almeno inizialmente. I primi tre canti, fortemente descrittivi e solenni, cioè le schiere angeliche, la trinità divina e il paradiso obbligano il lettore a visualizzare prima possibile personaggi e scenario: si ha come l’impressione che durante la lettura dei bagliori illuminino le scene che il lettore riesce a mettere a fuoco, per poi lasciare il posto a sei successivi canti spiccatamente narrativi e addirittura avvincenti, con colpi di scena e suspense.

Qualsiasi sia l’esatta descrizione o definizione de La Grande Seduzione, viene da domandarsi perché chi vi si accosta, non superando i primi tre canti, la definisca complessa e difficilmente accessibile, ma chi la legge per intero chieda di leggere addirittura l’eventuale seguito.

Recensione:

Salve amici lettori!

Finalmente un libro senza eguali! Una sorprendente e piacevole ventata di “aria nuova”.

La Grande seduzione è un poema (opera letteraria strutturata in versi), diviso in endecasillabi (struttura tipica di Dante) e linguaggio cinquecentesco (ricco in vocaboli e piuttosto dotto e ricercato). Scritto di proposito in 666 versi, diviso in sestine, rima alternata.

Anastasi “conia” un nuovo termine, il “proto-dramma”, per esprimere al meglio l’archè del poema. Vocabolo assente nel dizionario, ma usato dall’autore per indicare il “primo evento tragico” nella storia dell’esistenza, nello specifico la ribellione di Lucifero.

È inevitabile e d’obbligo parafrasare alcune parti del libro per raccontare il fascino della straordinaria storia narrata con magistrale eloquenza. Personalmente ritengo che “La Grande Seduzione” possa essere inteso come il prequel de “il paradiso perduto” di John Milton.

I primi tre canti sono pensati per esprimere un senso descrittivo \ evocativo. I successivi hanno un fine prettamente narrativo.

Vedremo nei primi tre canti la creazione da parte di Dio, del paradisio pre-adamitico. Tale struttura non viene esplicitata al 100% di proposito dall’autore, per lasciare ampia libertà creativa al lettore. Verosimilmente la struttura del paradiso è intensa come un grande teatro circolare, in cui alcune montagne sono in continuo movimento circolare e cerchio dopo cerchio, in “gara” fra loro si innalzano sempre più definendo la zona ancestrale sempre più vasta e come una serie di corone circolari sovrastanti, danno vita al “teatro”. Non è visibile il confine delle montagne, perché la neve che si trova su di esse riluce della luce di Dio, impendo così la visione del limite. Il cielo è blu cobalto. La prima cerchia di montagne è caratterizzata da colossali sorgive di acque sgorganti da rocce. Le sorgive delle montagne hanno forma di teste di animali. L’acqua che sgorga dalle teste degli animali crea fiumi, laghi, che vanno verso un mare rotondo che raccoglie le acque sorgive.

Leggeremo di Dio che crea il suo confine e dà vita a 108 Angeli, che raggiunti dalla sapienza di Dio cominciano il loro moto (movimento).

I primi 9 Angeli sono così divisi:

Uno per rimanere immobile più in alto di tutti (Lucifero), sette ruotano attorno la sfera di luce (DIO non ancora manifesto nella trinità) delineando orbite intrecciate tra loro, un altro è Michele, che va a richiamare e “creare”: 9 Cherubini, 10 Troni, 11 Dominazioni, 12 Virtù, 13 Podestà, 14 Principati, 15 Arcangeli, 16 Angeli. Michele, serafino, per grande atto di umiltà si schiera con gli arcangeli.

Lucifero Serafino come Michele, posto più in alto di tutti, quindi in posizione privilegiata, ha il primo moto di orgoglio. Egli è invidioso della capacità di Dio di creare la vita, colmo di questa avida bramosia di potere, si reca al cospetto di Dio, ma proprio durante questo suo “viaggio” nota che Dio sta creando e manifestando la trinità. Travolto dalla collera Lucifero dà vita anch’egli alla sua trinità, compiendo così un gesto osceno, divenendo triplice. Egli dà vita alla trinità malvagia: Dragone, Anticristo e Falso profeta.

Lucifero a questo punto, si scaglia contro la creazione manifesta di Dio (Gesù), ma interviene Michele, così nasce la prima lotta tra bene e male, tra Michele e Lucifero.

Correte a comprare il libro per scoprire come si evolve questa “immortale” battaglia e quali eventi ne seguiranno…..buona lettura!!

La mia video recensione:

Clicca qui e leggi anche la nostra intervista al poeta Giuseppe Anastasi!

Un pensiero riguardo “Recensione del poema epico “La Grande Seduzione” di Giuseppe Anastasi

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