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Copertina flessibile: 272 pagine

Editore: Nuova Palomar (20 giugno 2018)

Lingua: Italiano

ISBN-10: 889960116X

ISBN-13: 978-8899601164

Cenni sull’autore :

Dino De Mitri, nato a Taranto, cosmopolita per ramificazioni migratorie, ha pubblicato “Sai dove impiccano la notte ? “, romanzo in versi sulla sparizione di antagonisti dopo Apocalypse- New York dell’11 Settembre, edizione Palomar (in corsa seconda edizione).

Dei suoi sei romanzi sui temi diversi e inusuali del panorama italiano un critico ha scritto “uno stile originale che odia il lettore” (figuriamoci gli editori). Cinque romanzi in versi a scorno dei linguaggi seriali della narrativa corrente, ” Aforismi per gli stupidi ” ecc.

Nei sottosuoli, si racconta di mondi nuovi.

Trama ufficiale

Raccontare una vita è stupido. E’ inscritta in tutti i linguaggi comuni, nella superfetazione delle merci, nella spiritualità del marketing e dell’intergregge.

Daniele non ha perso, col suo carico di libri, ricerca del sapere, i viaggi, le persone dai destini diversi.

Una città ha spezzato i legami tra le generazioni, una imponente occupazione industriale ha macinato nascite e sentimenti. Il Quartiere, i Genitori una macchia del passato (un omicidio di fabbrica e un silenzioso suicidio). Lotta in tutti i luoghi per quella favola che ci rende unici nell’ignoto contro i congegni postumani.

La Rivoluzione ha vinto, chi fermerà la pioggia? Nuovi poteri devastano città e Individualità al servaggio. Il denaro ha un Dio ? La povertà si. Gli ultimi mesi scorrono dentro un ologramma: lo scricchiolio del tempo contro una storia che ha detto tutto di un’esistenza.

Un dramma della società-rottame industriale. Una lingua che non rammemora ma che aggredisce il futuro, con antica ironia. La contronotte di Taranto.

Recensione di Dario Brunetti

Il romanzo di De Mitri narra la storia di Daniele, un uomo come tanti che hanno lavorato in quegli stabilimenti di Taranto, nella vicenda non vengono citati più di tanto, ma il clamore è così forte ed attuale che basta sottintenderlo.

Daniele parla in prima persona della sua esperienza, in un’autobiografia, se fossimo in teatro soprattutto su chi si occupa di denuncia sociale potrebbe costruirne un vero e proprio monologo; il protagonista in tutto il suo excursus  da paziente affetto da un tumore ai polmoni, ci racconta non rinunciando ad alcun dettaglio, il suo avvicinamento alla morte come se fosse qualcosa di annunciato e di ormai stabilito.

L’autore con uno stile alquanto originale tende a descriverci un dramma con una ricostruzione attenta ai particolari, avvalendosi di quella sottile e spensierata ironia al momento opportuno alterna aforismi e giochi di parole spiazzando e prendendo quasi in giro il lettore.

Il protagonista è un collezionista ed un vero amante delle rarità, si passa dai dischi in vinile, a film d’autore, per non parlare del vasto mondo della letteratura, libri dei grandi autori del passato a cui tiene particolarmente e custodisce gelosamente, per concludere con l’intera collezione di “Strumenti critici” una rivista dei primi anni sessanta che si occupa di filologia strutturalista e antropologica.

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