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Dettagli prodotto

  • Copertina flessibile: 239 pagine
  • Editore: E/O (21 marzo 2018)
  • Collana: Sabot/age
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8866329436
  • ISBN-13: 978-8866329435

 

Cenni sull’autrice:

Giorgia Lepore vive a Martina Franca. Archeologa e storica dell’arte, attualmente insegna Storia dell’arte al liceo Da Vinci di Fasano. L’abitudine al sangue (Fazi 2009) è stato il suo romanzo d’esordio, seguito da I figli sono pezzi di cuore (Edizioni E/O 2015) e da Angelo che sei il mio custode (Edizioni E/O 2016).

Trama:

«Le nuvole sono una promessa. L’adempimento è la pioggia» (proverbio arabo). Nella notte di San Nicola, a Bari, c’è stato un omicidio efferato. In una piccola casa bassa del centro storico è stata trovata morta una ragazza di poco più di vent’anni. Il cadavere è squarciato da varie ferite, intorno al corpo martoriato tracce della presenza di bambini: giocattoli, biberon, vestiti. I bambini però sembrano scomparsi nel nulla. Sul luogo del delitto arriva l’ispettore Cerri Esposito, seguito dal suo capo, Marinetti, e dall’ispettrice Sara Coen, con la quale Gerri ha un rapporto che si fa sempre più complicato. L’indagine si snoda nell’arco di pochi giorni. Giorni freddissimi, in cui la Puglia e il suo capoluogo vengono investiti da un’insolita nevicata, che alla fine lascerà il posto alla pioggia. Ancora una volta, una storia di infanzia violata. Quell’infanzia che Gerri deve ricostruire e recuperare da qualche parte nei suoi ricordi perduti.

Recensione

Un brutale omicidio scuote la città di Bari e precisamente nel Borgo Antico in una casa proprio nei pressi del centro storico è stato commesso un omicidio ai danni di una ragazza di vent’anni che presenta un’evidente ferita da arma da taglio e parecchie contusioni.

In causa è chiamato ancora una volta l’ispettore Gerri Esposito a far luce sul delitto, che si dimostra inizialmente  alquanto prevedibile e di facile lettura sarà il solito caso di femminicidio ?

E’ invece no, perchè  l’autrice è abile a mischiare e sparigliare completamente le carte destabilizzando il lettore e proprio il protagonista, perchè la scena del crimine si rivela alquanto complessa, a dare supporto all’ispettore Esposito ci sono l’ispettrice Sara Cohen  e il suo capo Marinetti.

Sul corpo della ragazza vengono rinvenuti oggetti appartenenti a dei bambini, e in una cassapanca sono nascosti proprio loro, i figli della povera vittima, Jennifer e Kevin un’età che non può certamente assistere a qualcosa di mostruoso e orrendo, proprio quell’età dell’innocenza dove una scena del genere appartiene ad una pagina strappata dal diario della loro vita.

In una Bari dove si festeggia il santo patrono quel San Nicola tipicamente detto “amante dei forestieri” si respira soprattutto nella città vecchia l’atmosfera dell’evento con il tipico sapore dei panzerotti che lasciano quel profumo che si disperde tra i vicoli del borgo antico, cosi l’autrice in una cornice particolarmente suggestiva ricostruisce una storia nera dalle tematiche forti,

Delizioso il rapporto che si instaura tra Gerri Esposito e Jennifer, quell’intesa ma nello stesso tempo una bimba che vuol dire la sua nel mondo dei grandi, un caso che ferisce il protagonista lo consuma nel profondo del suo animo perchè lo riporta al suo passato.

Proprio l’autrice riporta il proverbio arabo “Le nuvole sono una promessa.L’adempimento è la pioggia”.

Il significato è proprio quello che le promesse fatte ai bambini vanno mantenute e non disattese, proprio quella fatta da Gerri  alla piccola Jennifer trovare il colpevole, e così deve essere.

Il romanzo della Lepore si presenta ai lettori con quella spontaneità e con quella giusta immediatezza, perchè se è anche vero che Esposito è il protagonista, ma chi gioca un ruolo fondamentale in questa storia sono proprio loro, ” i bambini” catapultati in una realtà improvvisa dove ci si può solo nascondere o chiudere gli occhi per non vedere le atrocità che possono accadere nel mondo degli adulti.

Una storia intensa che parla al cuore delle persone, l’animo umano che ha bisogno di quiete proprio come quello scalfito di Gerri e dei piccoli protagonisti.

Scrittura particolarmente limpida con quel tipico dialetto pugliese che da quel tocco di genuinità al romanzo.

Vorrei sottolineare con i doverosi meriti la grande prova dell’autrice che ha tenuto in equilibrio una storia dalle dinamiche articolate con dei significati alquanto profondi.

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