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Dettagli del prodotto

Copertina rigida: 349 pagine 

Editore: Newton Compton; Prima edizione (maggio 2018)

Lingua: Italiano

ISBN: 978-88-227-1547-0

Trama 

L’ispettore di polizia Mario Ferrari si trova a indagare su tre misteriosi omicidi avvenuti in rapida successione. Apparentemente, le tre vittime hanno poco in comune a parte l’età: una aveva 29 anni e gli altri due 28. Eppure, tutti e tre i ragazzi sono stati prima storditi e poi uccisi con una pistola d’epoca, una rarissima Luger. Aiutato dal vice ispettore Matheoud e dalle preziose ricerche dell’agente Nanetti, Ferrari scaverà nel passato delle vittime per risolvere un caso capace di mettere a dura prova il suo fiuto raffinato, costringendolo a tornare più volte sui suoi passi. E la chiave di tutto potrebbe essere nascosta proprio nel luogo in cui, molto tempo prima, è iniziata la spirale di morte: uno specchio d’acqua dalla superficie cristallina, che nasconde terribili segreti.

Recensione 

Secondo romanzo dello scrittore Pietro Garanzini, classe 1978, Guida Alpina certificata e amante delle montagne come Paolo Cognetti, che non a caso ha deciso di ambientare la sua storia in un paesaggio immerso tra le vallate, i boschi, le colline e ovviamente un lago. Lo stile della narrazione è molto semplice e lineare e le pagine scorrono fluide, come il sangue versato da un misterioso killer che sconvolge la pigra quotidianità della provincia di Novara. Durante la lettura non è necessario mettere mano al Dizionario, se non per memorizzare alcuni nomi di paesi pittoreschi della zona (a parte Domodossola, che abbiamo imparato a ricordare durante i giochi dell’infanzia) e per approfondire la storia della pistola Luger Parabellum 9X19. Una caratteristica originale di questo giallo tipico della provincia italiana è la predominanza quasi assoluta dei dialoghi. La descrizione di luoghi, oggetti, personaggi è infatti ridotta all’osso, anzi a un ossicino spolpato. Il personaggio principale, l’ispettore di polizia Mario Ferrari, sembra scaturito da una fusione genetica tra Poirot e Closeau, anche se risulta molto meno simpatico di quest’ultimo. Ha un carattere spigoloso, pungente, insopportabile quando si accanisce contro l’agente Nanetti solo perché è grassa o prende in giro il suo collega, il vice Matheoud, rievocando lo spirito goliardico di certe commedie poliziesche anni Settanta. Sotto questo aspetto, Garanzini ha un pò calcato la mano, presentandoci una figura a tratti caricaturale e con battute inverosimili. Non si comprende, inoltre, perché abbia scelto cognomi “esterofili” come Wolf o Matheud appunto, e non cognomi locali o italiani, ma questo è più un cruccio del sottoscritto. L’intreccio è tutto sommato buono, spesso godibile, divertente e con un finale imprevedibile, come da tradizione del genere. Hai voglia di scoprire chi sia il colpevole, tiri a indovinare, sbagli un paio di volte e alla fine vieni sorpreso. Una lettura piacevole, il giallo che non impegna, da abbinare con un buon aperitivo o sdraiati su un’amaca tra i boschi, meglio se sulle sponde di un lago freddo e misterioso.

 

 

 

 

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