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Sinossi Ufficiale:

Durante la finale dei medio massimi al Palasport di Milano il vincitore dell’incontro viene ucciso. Manlio Rune si trova in prima fila ed è tra i primi a soccorrere il malcapitato pugile. La polizia sospetta subito del sottobosco delle scommesse clandestine e accusa Rune di avere avuto un ruolo importante nel delitto. Per l’investigatore comincerà un viaggio a ritroso, nel tentativo di risalire alle origini dell’intricata vicenda. La morte del pugile si intreccia con un vecchio caso di scomparsa di minori, che si dipana nel mondo delle sale Slot VLT, tra scommettitori di ogni risma, crimini ignobili, ambigui clienti. Uscirne, per Rune, non sarà facile e solo attraverso lo scontro diretto e fisico con i propri nemici egli potrà dimostrare la verità, che non è mai come sembra.

Recensione: 

C’è tutto in questo noir del bravo Ezio Gavazzeni: bulli e pupe, sesso e droga, pugni e pallottole, scommesse e loschi figuri, e tutto è sapientemente narrato. La scrittura è densa, ricca, i dialoghi secchi, ironici, incisivi .

“Lo accompagnavano due poliziotti che si affacciarono alla spalle di Rune. Con loro portavano l’odore della notte che ha fretta.” Questa immagine, questa notte che ha fretta, evoca bene l’atmosfera in cui si aggirano i personaggi, che sono ambigui, ma ben caratterizzati allo stesso tempo: il buono sa andare oltre il personale tornaconto per aiutare un amico in difficoltà, il cattivo è cattivo senza mezzi termini. Il corrotto è marcio, come deve essere chi si aggira nel sottobosco dell’illegalità.

Via Cenisio, corso Sempione, la Quarto Oggiaro cara a Biondillo, piazzale Lugano… c’è tutta la città, sullo sfondo ma partecipe ,  una Milano torbida, oscura, fatiscente, una Milano di locali equivoci, una Milano che pulsa intorno all’investigatore Manlio Rune.

L’ autore ce lo fa intuire affascinante, un duro, con l’immancabile Pall Mall senza filtro tra le labbra, introvabile reliquia che qualcuno gli spedisce da lontano.

Le storie si intrecciano e tengono il lettore sul filo del rasoio, i poliziotti non sono sempre buoni, i malviventi non sono sempre cattivi. Le intenzioni si rimescolano fino a confondere le idee in un crescendo di indagini parallele, dense di colpi di scena, con un ritmo che non molla mai e spiazza il lettore. C’è tanta carne al fuoco, e l’autore è davvero bravo a tirare le fila di una storia complessa, ricca di avvenimenti e personaggi di ogni risma.

In conclusione un “hardboiled” ben confezionato, consigliato a chi ama le storie forti, le tinte fosche, in una Milano che ha smesso , ormai da tempo, di essere la” Milano da bere”.

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