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Cenni Sull’autrice:

Sara Cerri è nata a Viareggio e vive a Firenze, dove si è laureata in lettere e filosofia. Ha fondato la compagnia “Ombre Cinesi” e il suo spettacolo Frammenti di luna (1984) ha vinto il primo premio della Giuria Internazionale al “VII Festival di Teatro di Figura di Cervia”. Nel 2000 ha ideato e curato il volume Storie di nascita; ha pubblicato inoltre: Frammenti di luna, fiaba per ombre, con Geronimi M. e Staino S. (1987), Una donna da mare (1997), Tre nella notte (1999), La testa fuori (2000), Grande blu (2003), Circo immaginario (2005). Con Isadora Duncan, uscito in e-book nel 2011 e riproposto nel febbraio 2015 come Bright Edition, fa il suo ingresso ufficiale in David and Matthaus, con la quale successivamente pubblica il racconto Yeeeeeh e i libri per bambini Irena Sendler. La vita dentro un barattolo e Danza Isadora Duncan, per la collana “I Gufi” di Edizioni Il Villaggio Ribelle, che Sara Cerri ha ideato e coordina. Nel marzo 2015 esce il romanzo Quello di spalle sono io e, nel 2016, in nuova edizione, vengono riproposti i due libri pubblicati con David and Matthaus, Isadora Duncan e Yeeeeeh, insieme a Quello di spalle sono io, con una copertina rinnovata.

Sinossi ufficiale:

Gloria, cinquantotto anni, scrittrice di romanzi per ragazzi, ha perduto il marito, Sergio, a causa di un incidente d’auto. Si ritrova, sola, a distruggere le fotografie di lui sentendo dentro di sé un muro che le impedisce di leggere con chiarezza i lunghi anni vissuti insieme. In occasione di un viaggio, la donna incontra Mattia, uomo avvenente e maturo; tra i due nasce un’attrazione immediata e si ritrovano a trascorrere un’intensa notte insieme. Maria, la madre di Gloria, è affetta da Alzheimer; la figlia si sente oppressa dal peso di quella malattia che spazza via un pezzetto di memoria giorno dopo giorno e tenta di mantenere con la mamma un rapporto d’affetto, ma spesso è più forte in lei il senso di impotenza, la consapevolezza dell’inesorabile peggiorare della situazione. In un giorno in apparenza come gli altri, Gloria riceverà da sua figlia Eva una notizia che le cambierà la vita e che la convincerà a dedicarle quel diario di memorie cominciato tempo prima, colmo di emozioni e di pensieri, perché la ragazza possa conoscerla e comprenderla a fondo. Gloria consegna alle parole tutta se stessa, sotto la lampada dalla rassicurante e piccola luce blu.

Recensione:

Ciao a tutti e buone vacanze! Oggi vi parlo di “Una sola luce blu” di Sara Cerri, editore David and Matthaus.
E’ un diario che una madre, Gloria, scrive per la figlia Eva. Una storia che si snoda tra il duemilasette e il duemilaquindici.
Parole dedicate alla figlia, ma soprattutto pensieri che permettono a Gloria di riscoprire se stessa.
La protagonista vive a Firenze e quasi tutto il romanzo è ambientato in questa città, con le passeggiate lungo l’Arno, i monumenti presi d’assalto dai numerosi turisti e le stagioni che si rincorrono inesorabili.
In questo ambiente meraviglioso si snodano le vicende di Gloria, una donna che ha da poco perso il marito a causa di un incidente stradale. Anche se Sergio è un personaggio sempre presente, il racconto non è incentrato sul dolore, inevitabile per la perdita della persona amata, come si potrebbe pensare. E’ la storia di una donna che, nonostante tutto, si rende conto che la vita continua e va affrontata.
Un romanzo dove ogni azione che viene narrata è densa di dolcezza e sentimento. Ogni pagina, ogni parola procurano emozioni e tenerezza: l’incontro con un sogno, Mattia; il sostegno per la figlia in difficoltà; la gioia per la nascita della nipotina Eva; la tristezza che accompagna la malattia della madre, Maria, affetta da Alzheimer, fino ad arrivare al finale struggente con il quale Gloria sprona la figlia ad agire sempre in nome dell’amore.
Una storia percorsa da una malinconia positiva: Gloria poteva essere una moglie migliore, una madre e una figlia migliori, ma tutte le sue scelte, giuste o sbagliate, sono state dettate dall’amore.
Sara Cerri ci regala tante emozioni e qualche lacrima, in un romanzo che non può lasciare indifferenti, perché le vicende narrate, fanno parte della quotidianità e ci fanno riflettere sulle nostre azioni. Ognuno di noi poteva e può agire in modo migliore ma, in fondo, siamo esseri umani e, in quanto tali, possiamo commettere errori.
L’autrice riesce a toccare le corde più intime del lettore che si ritrova a sognare e a piangere insieme a Gloria, a non disperarsi per un sogno crollato perché, nonostante tutto, è proprio grazie a questo sogno che ci siamo sentiti vivi e ci ha permesso di dare il giusto valore agli affetti più sinceri.
Il finale mi ha lasciata senza parole: intenso, struggente. Per ovvie ragioni non lo racconterò, ma l’ho trovato pieno di emozione e di umanità.
Grazie Sara Cerri per avermi trasmesso il calore della “tua luce blu”.

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