Dettagli prodotto

  • Copertina flessibile: 227 pagine
  • Editore: E/O (9 maggio 2018)
  • Collana: Sabot/age
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 886632969X
  • ISBN-13: 978-8866329695
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CENNI SULL’ AUTORE:

Carlo Mazza è nato a Bari nel 1956, dove ha sempre vissuto.Ha lavorato in banca per 38 anni e tra i suoi interessi ha coltivato anche la scrittura teatrale. Con il personaggio di Antonio Bosdaves ha pubblicato per collezione Sabot/age i polizieschi: Lupi di fronte al mare (ed. E/O 2011) e Il cromosoma dell’orchidea (ed. E/O 2014)E’ stato finalista al festival mediterraneo del Giallo e del Noir 2012. Il suo racconto Valetudo è inserito nell’antologia Giochi di ruolo al Marcanà. (ed. E/O 2016.

SINOSSI UFFICIALE:

Dopo “Lupi di fronte al mare” e “Il cromosoma dell’orchidea” ritorna il capitano Bosdaves e la sua Bari mediterranea e crepuscolare. L’ombroso carabiniere dovrà indagare sulla scomparsa di Samira, unica superstite della strage di una famiglia etiope risalente a molti anni prima. Nello scenario di un Sud che pare soccombere all’assalto di una criminalità pervasiva, emerge un’umanità che ostenta la propria disfatta: un cinico faccendiere che medita di trapiantarsi a Santo Domingo; una donna perseguitata dall’infelicità e amante di un sanguinario capoclan; un intellettuale tormentato dal desiderio di espiazione. Una vicenda che restituisce una Bari animata dall’epopea migrante e descritta nei suoi giorni più fulgidi, dedicati al culto di San Nicola, emblema di un ecumenico messaggio di salvezza.

RECENSIONE:

“Si raffigurò la sua vita, un ingenuo campionario di mattane e trasgressioni; lo osservò dallo specchietto retrovisore e pensò che di lì a poco le sue cazzate le avrebbe raccontate a Belzebù, che magari era anche un tipo di spirito e forse lo avrebbe preso in simpatia.” (pag. 17)

Questa frase mi è parsa significativa della scrittura dell’autore, tagliente ma con punte di ironia, che, infilate ad hoc, stemperano la crudezza delle vicende noir.

Carlo Mazza ci regala un hardboiled ben orchestrato. Tutto torna, ottimo il ritmo, ben definiti i personaggi, buona l’alternanza dei punti di vista: i capitoli raccontati in prima persona dal protagonista, il capitano dei Carabinieri Antonio Bosdaves, si incastrano alla perfezione con quelli che narrano le vicende di contorno, altrettanto importanti al fine di arrivare a sviluppare la trama che compone l’intera vicenda.

La scrittura dell’autore scorre veloce, non ha intoppi, Mazza sa usare con maestria la lingua, infarcendola con qualche frase dialettale e con alcuni termini anche dotti, ma sempre comprensibili.

Apprezzabile, senza dubbio, l’impegno sociale che traspare: empatia e un occhio di riguardo verso gli ultimi della terra. Cosa, visti i tempi che corrono, tutt’altro che trascurabile.

Un elogio va anche all’editing, accurato e puntuale, così come al correttore di bozze: c’è un solo refuso in tutto il libro.

Purtroppo gli hardboiled, e questo è legato al gusto personale, sono  in qualche modo, mi si passi il termine, privi di mezze misure. I cattivi sono cattivissimi, i morti sono “mortissimi”, i torturati “sfiguratissimi”.

Se piace il genere, questo romanzo è perfetto.

Paola Varalli

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