• Copertina rigida: 254 pagine

  • Editore: TEA (31 gennaio 2013)

  • Collana: Narrativa Tea

  • Lingua: Italiano

  • ISBN-10: 8850230389

  • ISBN-13: 978-8850230389

  • Acquistabile qui → su amazon

Sinossi Ufficiale:

A trentadue anni, dei quali gli ultimi dieci passati a nascondersi dalla verità, Emma Woolf ha finalmente deciso che era tempo di affrontare la sfida più importante della propria vita. Per la prima volta ha ammesso di soffrire di una patologia subdola e feroce: l’anoressia “funzionale”. Emma infatti si era costruita con volontà ferrea una carriera di successo e conduceva un’esistenza apparentemente normale, ma era intimamente tormentata da un controllo ossessivo sul cibo, dall’esercizio fisico esasperato e da un rapporto morboso con la fame. Dopo aver finalmente incontrato l’uomo giusto, e desiderando un futuro e un figlio con lui, ha deciso di affrontare i suoi demoni, di smettere di accanirsi sul suo corpo, gettare i vestiti taglia XXS e riscoprire la sua femminilità. In sostanza, ha deciso di liberarsi dalla trappola mortale dell’anoressia e di ricominciare a vivere pienamente. Come se non fosse abbastanza, Emma ha preso l’impegno di tenere un diario di questa sua lotta estenuante su una colonna settimanale del Times. Presto la sua rubrica è diventata uno degli appuntamenti più seguiti dai lettori: il numero di email, commenti e messaggi ha superato ogni aspettativa, e le ha dato nuova forza per andare avanti. Da questa esperienza è nato “Alla fine di un lungo inverno”. Coraggioso e lucido nella sua sincerità, questo libro è una testimonianza a tratti scioccante, un messaggio di speranza e una emozionante storia d’amore.

Recensione della Book Therapist Marilena Tocci

Libro: Alla fine di un lungo inverno-Come l’amore mi ha liberata dalla prigione dell’anoressia

Woolf. Il cognome una garanzia.

Quando lessi il frontespizio e scoprì che Emma Woolf è pronipote di Virginia non ebbi tentennamenti. Comprai il libro.

Il mio lavoro di Book Therapist prevede che abbia sempre più termini di paragone tra testi, soprattutto biografie, di chi e´uscito da un tunnel: sia questo depressione, tossicodipendenza, dipendenza affettiva o altro.Al fine di leggere questi volumi in Terapia di Gruppo e argomentarli.

Woolf, dicevo, il patrimonio genetico non inganna.

La scrittura è diretta a tutti e diritta verso il problema con l’eleganza sobria dello stile famiglia Woolf. Eppure una cosa si nota subito, il contrasto: tra il tema che rievoca magrezza, filiformità e l’animo con cui è scritto: sanguigno, corposo, carnoso quasi.

Infatti Emma Woolf combatte l´anoressia ma ama e si lascia amare. Ed è questo che la salva. Ovvero che l´unico ingrediente che non rifiuta, che reputa digeribile, che non rigetta e vomita è l’amore per se stessa, per la vita, per il suo lavoro, per i suoi cari.

Ma l’amore è solo filo conduttore e retrogusto nei capitoli che scorrono veloci. Il libro spiega come da universitaria si è ammalata e di come soltanto chi affronta una malattia simile, un disordine alimentare che può condurre alla morte, vive quotidianamente sensazioni che isolano, ghettizzano a priori.

Ironicamente il culto della snellezza e magrezza che tanto piace a case di moda e stilisti (“Non si è mai abbastanza ricchi o abbastanza magri” Coco Chanel) non spiega i microtraumi quotidiani che subiscono adolescenti e donne che poi vengono risucchiate da malattie simili. Metà delle attività, giorno dopo giorno, ruotano intorno a momenti conviviali: girone d´inferno Dantesco per gli anoressici.

La vita lavorativa è costellata dapranzi e cene tra colleghi, le festività presentano tavolate tra parenti intervallate da sguardi compassionevoli, mentre la mente urla di evitare di toccare la forchetta e coltello. Narra, incalzando,della fretta che si ha di smaltire quelle calorie-energie ricevute da uno yogurt o u’insalata con ore di nuoto o palestra per poi vedere la propria immagine allo specchio ugualmente deludente perché deformata dentro dalla patologia e fuori dall´assenza di polpa. Spiega come il freddo si sente anche in estate a 40 gradi poichè le ossa lo ricevono perennemente non difese da una muscolatura adeguata…i brividi si fanno sentire, sempre presenti, dentro i centri commerciali con aria condizionata come su una spiaggia rovente.

Scrive di questo Emma, e di come poi, un giorno ha scelto. Aiutata dalla terapia, dalla famiglia da un quoziente intellettivo che l´ha guidata verso la soluzione. Ovvero darsi la priorità . Amarsi.

Amare il suo corpo involucro sacrosanto quanto la propria anima.

E quindi cedere, lasciarsi guidare, fidarsi di questo corpo. Il quale sa il fatto suo! Assecondandolo quando ha necessità di un piatto di spaghetti o un dolce succulento.

A piccoli passi verso l’uscita dal tunnel. Anzi, a piccoli morsi!

Marilena Tocci

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