Formato : Cartaceo

Lunghezza : 140 pagine

Lingua: Italiano

Anno di pubblicazione : 2017

EAN : 9788899505226

Cenni sull’autore

Eugenio Giudici

È stato finalista al xxv Premio Calvino con Piccole Storie edito da Antigone.Ha in seguito pubblicato il thriller storico L’ultimo Galeone edito da Castelvecchi.

Anna Senzamore è stato il primo giallo della serie Suite Di Matteo.

Trama

Maggio 1932. Il neo promosso commissario Saro Di Matteo deve prendere il treno da Milano per raggiungere la sua nuova destinazione a cui è stato trasferito. Genova.

Nello scompartimento numero 5 è in compagnia di persone che amano fin troppo chiacchierare, ci sono le sorelle Emma ed Ersilia Tonini accompagnate dai loro rispettivi cagnolini Milla e Dindin, il mite cappellaio Carletto e l’ingegnere Guido Faini.

Inizialmente Saro Di Matteo è poco interessato alle loro vicende, quasi annoiato, poi quando il discorso cade su una tragedia avvenuta, il neo commissario inizia ad appassionarsi alla storia che i compagni di viaggio raccontano.

Le sorelle Tonini parlano di una tragedia che ha visto coinvolto l’intrepido corridore automobilista Arnaldo Brambilla, figlio dell’imprenditore Carlambrogio e marito di Mina Sailetto che ha appena avuto un bambino che è prossimo al battesimo.

Arnaldo Brambilla è precipitato da un tetto per salvare uno dei cani delle sorelle Tonini. Fin qui sembra uno sciagurato incidente, sarà proprio così?

Quale mistero si nasconde nel palazzo di via Lanzone dove tutti i componenti della storia ci abitano?

A volte le chiacchierate e i vari pettegolezzi possono servire soprattutto ad una mente sopraffina come quella del neo commissario Di Matteo per farsi largo e mettere in piedi i tasselli giusti per una nuova indagine.

Recensione di Dario Brunetti

Dopo Anna Senzamore torna Eugenio Giudici con un altro romanzo, dal titolo Ne pas se pencher au de hors (E’pericoloso sporgersi), un giallo che rispolvera il manuale di quello classico con una lettura leggera e piacevole, lo stile adottato contraddistingue particolarmente lo scrittore.

Ritroviamo così il giallo deduttivo, mi immagino il buon Saro Di Matteo con i baffetti e i capelli impomatati da far pensare al celebre investigatore belga Hercule Poirot, perché le cellule grigie funzionano fin troppo bene ad entrambi.

Una lettura molto apprezzata e di buon gusto per gli amanti del giallo classico che non verranno sicuramente traditi, se passeranno ore liete concedendosi e lasciandosi trasportare da questo romanzo stilisticamente perfetto.

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