Formato : Cartaceo

Genere: Giallo

Anno: 2017

Pagine : 212

Cenni sull’autore:

Nino Motta al suo primo romanzo, è l’alter ego di Paolo Di Stefano, autore di numerosi libri, tra cui Baci da non ripetere (1994), Tutti contenti (2003), Nel cuore che ti cerca (2008), La catastròfa (2011), Giallo d’avola (2013).

Trama

Rosa Lentini è una splendida quarantenne siciliana con un matrimonio non proprio riuscito che si porta alle spalle e una figlia, ha una grande passione per la filologia infatti è specializzata su Petrarca, decide però di interrompere gli studi universitari lasciando Milano e prendersi un periodo di aspettativa.

Insieme alla madre Evelina torna a Pizzuta, un paesino vicino Siracusa per passare le vacanze estive e lasciarsi alle spalle qualche delusione di troppo.

Ma Rosa Lentini non si accontenta di una semplice vacanza, c’è qualcosa che le torna nella mente e riguarda il misterioso omicidio di Nunziatina Bellofiore, una bellissima ragazza ventenne che si era aperta da poco un Salone di parrucchiera.

L’omicidio è avvenuto il 7 Novembre 1956 e tranne qualche ritaglio di giornale dell’epoca negli archivi non c’è quasi nulla. Nel paesino di Pizzuta regna l’omertà, ma cosa si nasconde dietro questo strano delitto?

Come mai non si è mai parlato di questo caso, la polizia e la stampa hanno sottovaluto il caso da non volerlo prenderlo mai in considerazione?

Toccherà a Rosa Lentini coadiuvata dalla madre Evelina e dal comandante dei carabinieri Drago ormai in pensione a far luce su un caso di ben cinquant’anni fa, affilando le armi della filologia, disciplina fin troppo rigorosa che serve a riannodare i fili di questa intricata vicenda esercitando la virtù del dubbio e come viene così definita dalla avvenente siciliana “la lectio difficilior” anche a costo di mettersi in qualche piccolo guaio.

Recensione Dario Brunetti

In una Sicilia dove imperversa la calura estiva e uno scirocco a dir poco stordente, Nino Motta (pseudonimo del giornalista Paolo Di Stefano ) concentra la storia in un piccolo paesino come Pizzuta, concentrando il romanzo su una protagonista come Rosa che fa della vanità una sorta di autocompiacimento estenuante rendendosi un personaggio atipico, ma riesce ad essere anche una mente perspicace e arguta mettendo così in mostra le sue abili doti attraverso la sua passione come quello della filologia.

Questa dottrina si potrebbe rilevare un’arma a doppio taglio perchè nel contesto di un giallo forse andrebbe ad appesantire con qualche tecnicismo di troppo un romanzo che in fin dei conti poi risulta piacevole.

Quasi azzeccata la scelta dello scrittore di fare della protagonista una filologa-detective, ne giova soprattutto il romanzo che risulta comunque godibile, per una scrittura che si apprezza volentieri magari stando sotto l’ombrellone.

A mio avviso un romanzo con qualche piccolissima crepa è forse un peccato veniale che si può perdonare perché comunque anche attraverso un giallo, Nino Motta ha la capacità di raccontare una storia che ha la sua forza e il suo spessore, dove i silenzi fanno rumore e prevale solo il coraggio di una donna che riesce a ribellarsi con tutto il suo orgoglio e la sua ostinazione in una terra, come quella della Sicilia dove regna la bellezza e lo splendore di quei luoghi con tante piccole case e dove minuscole ombre si nascondono fino a scomparire.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...