Numero pagine: 112

Editore Augh!

Data di pubblicazione 23 gen 2017

Tommaso Adiletta vive a Sarno, in provincia di Salerno. Esordisce con “Il Redento”, edito da Augh! Edizioni, un thriller psicologico, frutto della passione e studi da autodidatta in demonologia (materia di studio dei sacerdoti esorcisti). Il primo romanzo avrà un seguito, quasi ultimato, che si intitolerà “Il Redento – caprus diaboli” la pubblicazione è prevista nel 2018.

Tommaso Adiletta è anche l’autore del thriller psicologico “Predator Dei – Il Predatore di Dio”, che pubblica a puntate su Wattpad.

Trama ufficiale

Angelo è un ragazzo speciale, dotato di grandi capacità intellettive e conoscitive. Come tutti gli adolescenti è in continua ricerca di se stesso ma ha la sfortuna di diventare il bersaglio di alcuni bulli del suo paese, Faro, una piccola cittadina del Sud Italia. Lo spirito di rivalsa e la conoscenza di Carmen, una bellissima ragazza, sua coetanea, lo condurranno a vivere un’esperienza terrificante all’interno di una setta satanica, i Figli della Bestia. Allo stesso tempo una serie di omicidi sconvolgerà la cittadina e il commissario Ionico, aiutato da don Gabriele Polvere, riuscirà a scoprire chi veramente si cela dietro questa spirale di violenza. Il Redento è un fantasmagorico thriller “demoniaco” in cui il Bene e il Male combattono battaglie insospettabili per la salvezza o per la dannazione eterna degli uomini. Nessuno escluso.

Recensione

Il redento, è un thriller psicologico che ho divorato in un pomeriggio. La storia di Angelo potrebbe essere la storia di un’adolescente qualunque. Vive con una famiglia molto tradizionale. Il padre muratore e la mamma casalinga. Angelo, primo di 5 figli, non è un ragazzo legato alle cose materiali, come i suoi coetanei, vive con molta tranquillitià le giormate, e si ritrova spesso a sognare tra sé e sé. Avendo interessi differenti da quelli dei suoi compagni, Angelo non ha molti amici e si ritrova ad essere schernito da piccoli delinquentelli, che giocano a fare i boss del paesello. Spesso deriso ed umiliato sente crescere la rabbia dentro sè, che lo loroga e lo porta ad isolarsi e non sentirsi apprezzato. Questo stato d’animo (comune a molti giovani) aumenta inesorabilmente, allontanadolo dai valori con i quali era stato educato. Questo sentiero colmo di rabbia e solitudine lo trascinò nel mondo oscuro, privo di morale, e dal quale è difficile uscirne illesi, nel corpo e nello spirito.

Il racconto è strutturato molto bene, incuriosisce il lettore che, vuole scoprire fino a che punto il male prevale sul bene. Inoltre la storia stimola molte domande sul mondo degli adolescenti e su come sia difficile leggere tra le righe dei comportamenti che appaiono normali, anche agli occhi del genitore più attento e scrupoloso. Nel racconto emerge prepotente la grande fede dello scrittore che è quasi palpabile. Il messaggio che traspare è forte e di grande spessore morale.

A me ha trasmesso che i figli sono un dono di Dio e in quanto tale abbiamo il dovere di proteggerli e guidarli, nel quotidiano, come nella fede, insegnare loro che i genitori e Dio sono sempre presenti e per questo non devono sentirsi mai soli o abbandonati. Facendo capire questo ai giovani, forse si riuscirebbe a evitare che episodi come il bullismo sfocino in tragedie.

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