Maurizio De Giovanni;

uno “straniero” Napoletano, a Messina.

Messina,porta della Sicilia,città suggestiva ed incantevole, ma città anche vittima di molta ignoranza ed inciviltà amministrativa e popolare.

Città che orgogliosamente desidera riappropriarsi della propria dignità e cultura.

Con la passione e la grinta della libreria “La Gilda Dei Narratori”, Messina può sognare e vivere momenti di elevata cultura ed arte.

Noti scrittori italiani ed esteri hanno riempito i cuori, emozionato lo spirito e scaldato gli animi di tanti Messinesi,che prontamente hanno accolto i vari autori, ospitati dall’ammirevole e professionale accoglienza del personale della Libreria “La Gilda Dei Narratori.”

Un ospite, che senza alcuna remora ha regalato momenti energici ed intensi, donando emozioni uniche per i lettori è stato Maurizio De Giovanni.

Il 2 Novembre presso la libreria “La gilda dei narratori” i lettori sono stati travolti dal monologo dello scrittore, il quale, ha incantato tutti i presenti con la narrazione ed interpretazione di alcuni passi dei suoi romanzi.Poter ascoltare l’interpretazione dello scrittore  è stato un momento di poesia ed arte inenarrabile. La capacità di Maurizio De Giovanni di trasmettere emozioni,i significati intrinseci,di pronunciare con lo sguardo le parole non scritte, è stata magistrale.

Altro omaggio dello scrittore è stato fornire ai presenti alcune delucidazioni sul filo conduttore dei suoi romanzi.

In modo da poter chiarire con quale chiave di lettura assaporare le sue poetiche opere. L’autore con una premessa doverosa e piacevole racconta che dopo aver scritto il libro“In fondo al tuo cuore”,romanzo che doveva essere il terzo di una quadrilogia basata sulle feste napoletane,nasce l’idea di scrivere una trilogia basata sulla canzone napoletana.

Questa svolta,nasce durante un evento significativo nel romanzo “In Fondo al tuo cuore”,circostanza in cui l’autore “perde” un personaggio.

Tale perdita fa si che non vi sia un seguito alla pianificata quadrilogia basata sulle feste napoletane.

Il romanzo, “In fondo al tuo cuore” finisce con la canzone “Passione – di Libero Bovio”.

Libero Bovio,spiega l’autore, era convinto che ogni canzone doveva contenere all’intero una storia,una trama da raccontare,come accade nei romanzi.

Da qui lo scrittore percorre un nuovo cammino, un altro sentiero che lo conduce a  scrivere una trilogia basata sulle canzoni napoletane.

L’ ambizione dello scrittore è raccontare tre sentimenti,usando una canzone per ogni sentimento, dove non è la canzone a fare da colonna sonora al romanzo, ma è il sentimento a farlo. Il sentimento percepito e raccontato attraverso  l’ambiente all’interno del quale si svolge la storia.

Spiega lo scrittore:

“Ero convinto che la canzone Napoletana non servisse conoscerla,che fosse abbastanza universale per fare da base ad un romanzo senza necessità di essere conosciuta. Allora decisi di improntare una trilogia su tre sentimenti,usando una canzone (napoletana) per ogni sentimento.”

Il primo romanzo di questa trilogia è il libro Anime di vetro che esprime il sentimento della Rinuncia, basato sulla canzone Palomme i notte.

Il secondo  romanzo è Serenata Senza Nome che  narra il sentimento della Perdita, attraverso la canzone Serenata Senza Nome.

L’autore inoltre manifesta la sua ammirazione e stima verso il romanzo nero che pur non avendo grande considerazione dai critici o gli onori della critica principale, ha un elevato impatto sulla realtà e sui lettori”.

Infatti, nelle classifiche e nelle top ten,non mancano mai i romanzi gialli di letteratura nera.

Questo accade perché  a differenza delle fiction, delle opere teatrali,dei film,l’autore può grazie alla scrittura, scavalcare la barriera tra spettatore ed attore. Nella lettura, si scavalca il bordo della pagina e diventiamo il personaggio. Pensiamo con il personaggio,sentiamo gli odori, sentiamo le sensazioni”.

 Tutta questa magia accade perché scrivendo si può raccontare cosa alloggia dentro il personaggio.

Grazie a tali peculiarità esiste un rapporto forte con la realtà,di riflesso con i lettori e questo spinge fortemente gli autori di romanzi neri ad interpretare in modo profondo la cronaca nera del quotidiano. Cosi si spiega Maurizio De Giovanni.

Come è noto i romanzi del commissario Ricciardi,sono ambientanti nella Napoli degli anni ‘30. La principale difficoltà che l’autore dichiara di avere,non è descrivere l’ambientazione di quell’epoca, ma riuscire a trasmettere ai lettori le differenze sostanziali tra la Napoli di eri e la Napoli di oggi. Differenze che si sostanziano in forti divergenze di valori,quali onore,rispetto,solidarietà. Racconta l’autore,che ad esempio negli anni ’30 per i Napoletani era inaccettabile l’adulterio, ed esso era causa di forte vergogna e frustrazione familiare al punto che spesso le famiglie emigravano per il disagio. Oppure,aggiunge M. De Giovanni, la  gente povera si suicidava perché non poteva saldare i creditori. “Napoli non è soltanto la Napoli di Gomorra. Napoli è una realtà  stratificata,molti livelli sono stati segnati dalla distruzione durante la prima guerra mondiale, che ha innescato la metamorfosi per sopravvivenza, della Napoli di ieri alla Napoli di oggi.”

Un sentito ringraziamento alla Libreria La Gilda dei Narratori per organizzare eventi di tale spessore ed un immenso grazie a Maurizio De Giovanni.

Marco Schifilliti

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